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Giovedì 31 Marzo 2016
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Home > SpecialitÓ cliniche e servizi > Neuropsichiatria Infantile > Storia del Progetto migranti

Neuropsichiatria Infantile
Storia del Progetto migranti

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La UONPIA di via Barabino, polo territoriale dell’Ospedale San Paolo di Milano, è composta da operatori che a vario titolo si sono occupati dei problemi della crescita nella migrazione.
Lavorando su un territorio periferico della zona di Milano, abbiamo riscontrato come l’utenza migrante, nel corso degli anni, sia aumentata esponenzialmente, fino a rappresentare una percentuale considerevole del nostro lavoro.

Nasce, così, nel 2005, il bisogno di migliorare l’affidabilità del lavoro diagnostico rivolto ai minori migranti che giungono alla consultazione; grazie alla collaborazione (già attiva dal 2002) con l’attività del Centro di Salute e Ascolto dell’Ospedale, rivolta alla fascia perinatale, fin dall’inizio il progetto si colloca in dimensione di rete, con obiettivi in primo luogo di prevenzione.

Nel 2006 l’attività si inscrive come progetto di miglioramento nella Rete HPH, che ha reso possibile il reperimento delle risorse per l’intervento di mediazione culturale. Tale intervento è stato possibile grazie alla collaborazione con la Cooperativa culturale Crinali, che partecipa con continuità alle attività di miglioramento del Servizio attraverso momenti di formazione comune e mediante l’inserimento della figura della Mediatrice Culturale, formata al lavoro clinico in ambito materno infantile.

Data la molteplicità dei temi organizzativi e clinici da affrontare il progetto è tuttora in divenire e in crescita, anche grazie a momenti di confronto e condivisione delle esperienze di miglioramento con altri Servizi operanti in ambito interculturale all’interno ed all’esterno del nostro Ospedale.
La ricerca di miglioramento continuo nelle pratiche dell’accoglienza, del lavoro clinico e della restituzione delle attività svolte all’utenza, è stata per noi di stimolo a continuare nella formazione personale, avvenuta in collaborazione con la Cooperativa Crinali; questo ha favorito l’ideazione e l’implementazione di nuovi strumenti di lavoro per la consultazione transculturale.

Nel 2007 è stata avviata una documentazione della fase iniziale del progetto, riguardante principalmente i progressi nell’accoglienza e l’avvio della consultazione mediata. Come anticipato, il progetto di miglioramento del lavoro clinico con le famiglie migranti ha portato all'introduzione di nuovi strumenti; la nuova metodologia volta a rendere questi strumenti più etici, e i risultati che ci hanno permesso di raggiungere, sono poi stati presentati all’interno della rete HPH regionale.

Nel 2008 è stata inoltre documentata la collaborazione con il Centro di Salute e Ascolto per le donne migranti e i loro bambini, volta ad attività di prevenzione sia nella fase di accompagnamento alla nascita che dopo il parto.
Nel 2009, la documentazione ha riguardato l’introduzione di nuove forme di terapia individuale e di gruppo (ad indirizzo cognitivo, comportamentale, espressivo) rivolte specificatamente ai bambini e ai genitori di altre culture, e in egual misura a bambini e genitori italiani, in una dimensione di integrazione interculturale.
Contestualmente è stata avviata la ricerca di modalità efficaci di comunicazione e condivisione in rete dei progetti di miglioramento per i migranti, e di nuove possibilità di partecipazione dell’utenza alle scelte organizzative dei servizi.

Nei tre anni successivi, fino ad oggi, il progetto è stato implementato con l’intento di trovare sempre nuove modalità per migliorare la comunicazione, la documentazione e l’orientamento dell’utenza migrante; questo attraverso lo sviluppo del lavoro in rete tra i servizi del territorio, la creazione di un sito internet e la divulgazione di documenti, anche multimediali, per permettere una maggiore conoscenza reciproca e accessibilità dei servizi “Migrant Friendly” dell’Ospedale.




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Prof.ssa Maria Paola Canevini
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