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Giovedì 31 Marzo 2016
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Home > SpecialitÓ cliniche e servizi > Neuropsichiatria Infantile > Poster

Neuropsichiatria Infantile
Poster

Poster 2007: progetto di miglioramento del lavoro clinico neuropsichiatrico infantile per i minori migranti e i loro genitori

Scarica “Poster Conferenza HPH 2007”

Il progetto nasce con l’intento di migliorare l’efficacia e l’efficienza del lavoro clinico con i bambini migranti e le loro famiglie, utenza che negli ultimi anni rappresenta una percentuale molto alta degli accessi al servizio. Il bisogno nasce dalla rilevazione di due problemi principali incontrati nel lavoro: il frequente abbandono della consultazione e l’incertezza dei risultati del lavoro clinico dovuta all’utilizzo di strumenti non specifici per le situazioni di multiculturalità. Da qui il servizio si è posto due obiettivi di miglioramento:
- L’introduzione di nuove modalità di accoglienza
- L’accrescimento delle competenze degli operatori riguardanti il lavoro clinico con le famiglie migranti.

Entrambi questi obiettivi hanno previsto l’introduzione della figura della Mediatrice Culturale, con la funzione non solo di effettuare traduzioni linguistiche ma anche di facilitare l’incontro tra le diverse culture.
La collocazione del progetto nella rete HPH, a cui sono seguiti percorsi formativi articolati e sempre in divenire in collaborazione con la Coop. Crinali, e l’introduzione della Mediatrice, hanno permesso quindi di andare incontro alle esigenze di un’utenza sempre più diversificata.
A ciò è seguita l’introduzione alcune innovazioni:
- L’anamnesi multidisciplinare transculturale
- L’attenzione all’esperienza migratoria dei genitori
- L’utilizzo di test standardizzati in collaborazione con la Mediatrice Culturale, che possa non soltanto tradurre ma inserire riferimenti culturali rassicuranti per il bambino
- La legittimazione della lingua e della cultura materna negli incontri mamma- bambino 0-3.

I primi risultati sono stati:
- la notevole riduzione dell’indice di drop out
- la possibilità di riconoscere l’azione del trauma migratorio, e pertanto di operare in modo più specifico e incisivo in ambito clinico, in modo più attendibile nella diagnosi e più efficace nella terapia

Poster 2008: Strumenti per il miglioramento della qualità clinica e per la valutazione del lavoro neuropsichiatrico per il minore migrante

Scarica “Poster Nuovi strumenti 2008”

Insieme all’obiettivo di migliorare la qualità dell’accoglienza e del lavoro clinico rivolti all’utenza migrante, vi è stato quello di introdurre nel setting multiculturale nuovi strumenti specifici.
Accanto all’introduzione della Mediazione Culturale in tutti i setting clinici con i bambini stranieri e le loro famiglie, quindi, vi è l’impiego di strumenti dedicati (anamnesi tranculturale e linguistica, test per la consultazione); tali strumenti sono volti a una più esatta ricostruzione della storia migratoria della famiglia, e a riconoscere sia la presenza di conflitti relativi al trauma migratorio, sia le potenzialità di cui il bambino dispone.
La sperimentazione di tali strumenti, in una dimensione di ricerca empirica, ha mantenuto l’obiettivo di consolidare le innovazioni introdotte e di verificarne i risultati: ciò è stati reso possibile attraverso la valutazione degli esiti degli interventi clinici, le indagini sul gradimento dell’utenza e sulla soddisfazione degli operatori, e l’impiego di un software dedicato (Febe), per elaborare dati statistici di sintesi sul lavoro svolto.

Poster 2008: Tutti i colori della nascita. Gruppi di accoglienza e sostegno alla nascita rivolti a mamme e bambini di tutte le culture.

Scarica “Poster colori 2008”

La nascita e i primi mesi di vita del bambino sono un periodo di vulnerabilità per le mamme migranti, perché devono fare i conti con una grande frammentazione nei sevizi sul nostro territorio, che spesso non riescono a rispondere in modo adeguato ai bisogni specifici di queste famiglie poste a confronto con una cultura diversa da quella che avevano interiorizzato nel paese di origine.
Per questo motivo, l’Ospedale San Paolo e l’Ospedale San Carlo di Milano, in collaborazione con la Cooperativa Crinali, hanno proposto la sperimentazione di gruppi multiculturali di accompagnamento alla nascita e alla crescita, condotti in modo integrato da un’Ostetrica, un’Operatrice della neuropsichiatria infantile e la Mediatrice Culturale. Lo scopo del gruppo è quello di essere un contenitore emotivo e culturale dove trovare appoggio e tessere legami basati sulla fiducia, in cui la comunicazione linguistica e lo scambio di esperienze vengono facilitate, in un clima di rispetto per le varie culture di appartenenza e di valorizzazione delle competenze di tutte le mamme.
Così descrive Cecilia Perez, Mediatrice Culturale, il proprio lavoro con il gruppo: Il mio lavoro è simile a quello della terra: prima raccolgo tutto quello che mi viene dato dal gruppo (ricordi, tradizioni ma anche dubbi) e poi, insieme all’ostetrica, seminiamo gli aspetti importanti che ogni cultura ha, aggiungendo anche quello che si fa in Italia, sottolineando che in nessuna cultura esiste il modo giusto o sbagliato, ma che ve ne sono tanti diversi.
Per far questo il gruppo si è posto i seguenti obiettivi specifici:
- Aiutare le madri ad uscire dalla solitudine e orientarsi meglio, sentendosi accolte e considerate
- Utilizzare il lavoro corporeo, per recuperare il benessere e la distensione nonostante la tensione generata dalla migrazione e dalla gravidanza in terra straniera
- Sostenere la comunicazione mamma-bambino mantenendo vivo il legame con i valori delle origini, così da favorirne la possibilità di trasmissione ai figli.
- Favorire lo sviluppo della “rete” tra le mamme.

Al termine della sperimentazione è stato possibile raccogliere le impressioni delle donne che vi hanno partecipato, le quali hanno percepito il gruppo come un luogo sicuro in cui poter parlare delle “cose del paese”. La soddisfazione è stata registrata anche attraverso questionari di gradimento, a dimostrazione dell’efficacia dei percorsi terapeutici personalizzati all’interno della rete.

Poster 2009: L’empowerment attraverso la cura della persona: nuove terapie per la nuova utenza migrante.

Scarica “Poster Nuove terapie per utenza migrante”

Il progetto nasce nella UONPIA dell’Ospedale San Paolo di Milano con l’obiettivo, sorto in seguito ai progressi nella metodologia diagnostica, di migliorare la qualità del lavoro terapeutico rivolto all’utenza migrante, così da rispondere in modo esauriente al bisogno di terapia psicologica, proseguendo nello sviluppo di un modello di funzionamento del Servizio attento e competente rispetto alla differenza culturale.
Per sopperire alla difficoltà della presa in carico psicoterapica (solo il 7% dei minori per i quali esistevano le indicazioni al trattamento ha potuto essere curato) sono state pianificate e introdotte nuove forme di terapia, che permettano di ampliare le possibilità di trattamento, di modo da affrontare adeguatamente la specificità delle problematiche cognitive ed emotivo-affettive dei bambini e degli adolescenti migranti.
Le nuove terapie sono consistite in:
- Sedute di sostegno psicoterapico con la presenza della Mediatrice Culturale
- Gruppi di rinforzo delle competenze comunicativo-relazionali
- Gruppi di empowerment cognitivo
- Terapie espressive

L’innovazione del lavoro terapeutico è stata possibile attraverso un percorso di formazione specifico al lavoro clinico transculturale ad indirizzo psicoanalitico.
La valutazione dei risultati del lavoro viene effettuata attraverso un’analisi statistica di indicatori di efficienza, come l’incremento del numero dei trattamenti, e un’analisi dell’efficacia, attraverso l’osservazione dell’andamento dei segni e sintomi della condizione di sofferenza iniziale.

Poster 2009: Progetto D.O.C. Documentare e diffondere le buone pratiche - Orientare i percorsi di accesso - Comunicare meglio con e per l’utenza migrante.

Scarica “Poster Progetto DOC 2009”

Il progetto D.O.C. nasce dall’esigenza della UONPIA di via Barabino dell’ospedale San Paolo di Milano di documentare e diffondere i risultati della riorganizzazione del proprio lavoro clinico con l’utenza migrante, favorire un migliore utilizzo del servizio da parte dell’utenza stessa e facilitare momenti di scambio tra servizi della rete HPH MF. Lo scopo è di facilitare la comunicazione nella rete, per sostenere lo sforzo organizzativo e la crescita professionale degli operatori che lavorano nei servizi per i migranti; è previsto inoltre il contributo della stessa utenza alla verifica della qualità del lavoro, mediante questionari di gradimento: questo per favorire il reciproco rinforzo dell’empowerment dell’utenza, degli operatori e dell’organizzazione.
Per il conseguimento degli obiettivi si prevede l’utilizzo delle tecnologie della comunicazione, con la creazione di banche dati, di presentazioni multilingue del funzionamento dei servizi, e con l’apertura di spazi di e-communication per operatori e utenti.
La valutazione dei risultati si baserà sull’uso di indicatori relativi ai progressi raggiunti nella realizzazione delle azioni pianificate, di indicatori di miglioramento delle criticità iniziali, e su valutazioni della qualità da parte degli operatori e dell’utenza.


ATTI DEL CONVEGNO: La Musicoterapia clinica in ambito ospedaliero e territoriale: esperienze a confronto. 26 Novembre 2016

Scarica ATTI DEL CONVEGNO

La Musicoterapia e'presente da alcuni anni tra le offerte terapeutiche della nostra Uonpia e, seppure finora in ruolo complementare rispetto ai trattamenti ufficiali del Servizio, ha mostrato fin dall'inizio di poter affiancare le attivita' di cura dell'equipe multidisciplinare di NPI, in una relazione di rinforzo reciproco nella realizzazione degli obiettivi terapeutici. La presenza della musicoterapia, possibile grazie alla collaborazione ormai quasi decennale della scuola Cmt di Milano, che ha reso disponibili i modelli di riferimento teorico e le metodologie per innovare i setting terapeutici, e le figure dei Musicoterapeuti per lo svolgimento dei nuovi trattamenti, ha permesso di accrescere il numero e la specificita' delle prestazioni terapeutico riabilitative, ed al contempo ha contribuito ad alleviare lo stress operativo legato alla cronica carenzialita' di risorse del Servizio. La introduzione di questa nuova terapia di tipo espressivo e' avvenuta nell'ambito del progetto migranti, in atto dal 2006 nella nostra Uonpia, nell'intento di rispondere in modo piu' efficace ai bisogni di cura dei bambini di altra cultura che si collocano prevalentemente nell'area del linguaggio, dell'apprendimento e del comportamento; da subito tuttavia questa terapia si e' rivelata una risorsa valida per i bambini di tutte le culture, ed e' stata pertanto declinata in dimensione interculturale, in accordo con l'obiettivo di integrazione culturale da sempre prioritario nel nostro lavoro di consultazione per i minori e le famiglie migranti. Nella nostra esperienza l'intervento musicoterapico ha finora contribuito sempre validamente alla realizzazione degli obiettivi di trattamento, a fronte dei principali disturbi di competenza npi. Cio' e' avvenuto in tutte le fasi della crescita, ed in particolare in presenza di disturbi comunicativo relazionali importanti ad esordio adolescenziale, che ci auguriamo di poter continuare a curare in futuro, mediante progetti musicoterapici condivisi con la psichiatria dell'adulto, a vantaggio della continuita' terapeutica nel passaggio dall'eta' adolescenziale all'eta' adulta. Un nuovo importante campo di futuro intervento e' quello della ricerca sul tema della valutazione degli esiti dei nuovi trattamenti, volta a definire le indicazioni di applicazione clinica della musicoterapia, cosi' da poterne stabilizzare la presenza tra le offerte di cura dei nostri servizi. Gli atti del convegno sulla musicoterapia, promosso dalla nostra Uonpia, documentano sensibilita', attenzione ed impegno diffusi in numerosi servizi di area materno infantile e neuropsichiatrica, della rete migranti e non solo della nostra ASST Santi Paolo e Carlo, impegnati ad arricchire ed affinare costantemente le metodologie di intervento, per accrescerne l'efficacia preventiva e riabilitativo terapeutica nelle fasi a maggior rischio del ciclo di vita. Questo ci sostiene nell'augurio che la positiva integrazione tra ambito clinico e didattico sperimentata finora, possa proseguire nella nostra ASST, arricchendosi dagli apporti del lavoro di ricerca, a sostegno di una sempre piu' ampia, stabile e continuativa applicazione clinica della disciplina musicoterapica, che avvicinerebbe la nostra realta' a quella di altre avanzate organizzazioni sanitarie europee.

Prof.ssa Maria Paola Canevini

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Prof.ssa Maria Paola Canevini
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