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Giovedì 31 Marzo 2016
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Radiologia Diagnostica e Interventistica
DESCRIZIONE DI ALCUNE PROCEDURE DI RADIOLOGIA INTERVENTISTICA

Angiografia: è la procedura per la visualizzazione di arterie o vene che consente di diagnosticare occlusioni e altre patologie dei vasi sanguigni; si utilizza un catetere per accedere al vaso e un mezzo di contrasto per rendere l’arteria o la vena visibile ai raggi X.

Angioplastica: a seguito di uno studio angiografico, è la procedura che prevede la ricanalizzazione (riapertura) di vasi occlusi o stenotici (ristretti) mediante il gonfiaggio di appositi piccoli palloncini introdotti all’interno del vaso.

Stenting: a seguito di uno studio angiografico e la ricanalizzazione di un vaso occluso o stenotico (ristretto), è la procedura che prevede il rilascio di un piccolo tubo flessibile creato da una rete metallica (stent) utilizzato per mantenere aperto un vaso, qualora l’angioplastica non sia sufficiente.

Endoprotesi (Aortica): è la procedura che prevede il rilascio di una protesi/stent metallico ricoperto da materiale protesico tipo PTFE o Dacron per riparare un vaso lesionato o ripristinare il normale calibro in un vaso dilatato (aneurisma) a rischio di rottura; sempre più utilizzato per risolvere gli aneurismi dell’aorta.

Mantenimento degli accessi emodialitici: è la procedura che prevede l’utilizzo di angioplastica o trombolisi per riaprire accesi emodialitici ostruiti nei pazienti con fistole artero-venose per la dialisi.

Trombolisi: è la procedura che permette di sciogliere coaguli di sangue iniettando farmaci trombolitici/fibrinolitici direttamente nel vaso occluso.

Accesso venoso centrale: è la procedura che prevede l’inserzione di un piccolo tubo al di sotto della pelle all’interno dei vasi venosi attraverso il quale il Paziente può ricevere farmaci o nutrienti direttamente nel torrente circolatorio o attraverso il quale è possibile prelevare il sangue.

Embolizzazione: è la procedura che prevede il rilascio di agenti embolizzanti (spirali, particelle di PVA, spugna fibrinica, ecc.) con lo scopo di occludere un vaso, direttamente in un’area sede di emorragia o per fermare il flusso ematico diretto ad un’area critica come un aneurisma o un tumore ipervascolarizato.

Embolizzazione dell’arteria uterina: è la procedura di embolizzazione delle arterie uterine per arrestare sanguinamenti post-partum potenzialmente pericolosi per la vita con la possibilità di non ricorrere all’isterectomia (rimozione chirurgica dell’utero). La stessa procedura viene utilizzata per trattare i fibromi uterini ed in questo caso prende il nome di embolizzazione dei fibromi uterini.

Chemoembolizzazione: è la procedura che prevede il rilascio di agenti embolizzanti in associazione a farmaci anti-tumorali direttamente nella sede del tumore con il duplice obiettivo di occludere i vasi sanguigni diretti ad alimentare la massa tumorale e contemporaneamente somministrare farmaci chemioterapici direttamente all’interno della lesione tumorale con lo scopo di ridurre o debellare completamente la lesione; attualmente utilizzata principalmente per il trattamento dei tumori epatici.

Ablazione con radiofrequenza: è la procedura che prevede l’uso della radiofrequenza (RF) per bruciare ed uccidere masse tumorali mediante l’inserimento di aghi sottili direttamente all’interno della lesione tumorale.

Vertebroplastica: è la procedura che prevede l’introduzione di un ago a livello del corpo vertebrale di una vertebra della schiena crollata o fratturata che permette l’iniezione di cemento liquido; questo dopo pochi minuti solidifica stabilizzando la vertebra e riducendo significativamente il dolore.

Drenaggio e stent biliare: è la procedura che permettere di ripristinare il normale calibro e decorso dell’albero biliare in caso di stenosi o occlusioni di questo, permettendo il regolare passaggio di bile dal fegato verso l’intestino mediante l’utilizzo di tubi di drenaggio in materiale plastico o mediante il rilascio di stent (un piccolo tubo di maglia metallica o plastica). Risolve condizioni patologiche quali l’ittero, la colangite ed altre.

Parzialmente tratto da: www.cirse.org

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