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Giovedì 31 Marzo 2016
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Radiologia Diagnostica e Interventistica
ANGIOPLASTICA E STENT NEI VASI ARTERIOSI

Che cosa è l’angioplastica?
L’angioplastica è una modalità di intervento mini-invasiva per risolvere un restringimento o una occlusione di un vaso sanguigno mediante il gonfiaggio di un pallone all’interno del vaso senza subire un intervento chirurgico aperto.

Quali condizioni cliniche possono essere trattate mediante angioplastica?
L’angioplastica può essere applicata sia su arterie che su vene. L’angioplastica è eseguibile sia per restringimenti (stenosi) che per l’occlusione di vasi sanguigni.
Quali sono i benefici dell’angioplastica?
Lo scopo della procedura è di ripristinare il normale calibro del vaso malato (ristretto o occluso) per incrementare il flusso di sangue.

Come si svolge l’angioplastica?
La procedura dura circa un’ora e mezza.
Un Medico Radiologo Interventista Le spiegherà la procedura dell’angioplastica e le chiedera’ di firmare un consenso informato per confermare che lei ha compreso la procedura ed è d’accordo nel proseguire con essa.
La preghiamo di non esitare a porre qualsiasi domanda e a richiedere qualsiasi chiarimento necessario.
Prima di tutto le verrà iniettato un anestetico locale nella parte superiore dell’inguine per anestetizzare la regione cutanea. Quindi verrà posizionato all’interno della sua arteria femorale (sito d’accesso in più del 90% dei casi) un introduttore valvolato attraverso il quale verranno introdotti tutti i cateteri e le guide necessari per la procedura.
Questo è l’accesso mini-invasivo che permetterà di eseguire la procedure senza altre ferite sul suo corpo (figure 1, 2, 3).

Figure 1, 2, 3. Creazione di accesso vascolare percutaneo mini-invasivo



Quindi un piccolo tubo (catetere) verrà fatto passare all’interno del vaso sanguigno. Un piccolo filo chiamato “filo guida” verrà fatto passare all’interno dell’arteria. Dopodichè, un catetere a palloncino verrà fatto scorrere sopra la guida all’interno dell’arteria ristretta od ostruita. Dopo aver raggiunto il tratto ristretto od ostruito il pallone verrà gonfiato a tale livello con lo scopo di dilatare l’arteria. Potrebbe essere necessario gonfiare il palloncino più di una volta (figure 4, 5).

Figure 4, 5. Rappresentazione schematica di angioplastica



Quando il trattamento è completato il catetere viene rimosso ed il medico o l’infermiera applicano una pressione sulla pelle nel sito d’ingresso per prevenire il sanguinamento.

Come si presentano gli strumenti utilizzati per l’angioplastica?
Il catetere a palloncino è costituito da un lungo tubicino con un foro centrale per permettere il passaggio del filo-guida. All’estremità di questo tubo è presente un piccolo pallone. Il pallone può essere gonfiato e sgonfiato iniettando il mezzo di contrasto attraverso un ingresso all’altra estremità del catetere (figure 6, 7 e 8).

Figure 6, 7 e 8. Catetere a palloncino per angioplastica



Caso clinico di angioplastica dell’arteria iliaca:



A: restringimento dell’arteria prima del trattamento. Per la presenza di un restringimento nell’arteria iliaca destra, il trattamento è effettuato con accesso dallo stesso lato.
B: un catetere a palloncino è introdotto attraverso l’arteria e il restringimento viene dilatato.
C: dopo il trattamento il diametro dell’arteria è riportato alla normalità.

Se il restringimento non è sufficientemente risolto con la dilatazione tramite palloncino, una protesi metallica (stent) può essere introdotta nel vaso per ottenere un risultato ottimale (figure 9, 10, 11 e 12). Lo stent è una protesi cilindrica costituita da una maglia metallica che viene posizionata all’interno di un vaso sanguigno per rafforzarne le pareti dall’interno. Questo è un modo con cui un vaso ristretto può essere dilatato e mantenuto aperto. Una volta posizionato a livello del restringimento (stenosi), lo stent viene rilasciato e si espande automaticamente. Nell’arco di alcune settimane lo stent si integra con le pareti del vaso contro cui appoggia.
 
Figure 9 e 10. Differenti tipologie di stent



Figure 11 e 12. Rappresentazione schematica di stenting
 


Le protesi sviluppate per la prima volta negli ani ottanta originariamente erano utilizzate soltanto come trattamento aggiuntivo per l’angioplastica. Nella maggior parte dei casi la dilatazione con palloncino è ancora il primo approccio del trattamento. Tuttavia in alcuni casi è preferibile il posizionamento di uno stent senza prima effettuare una dilatazione con palloncino.



Dopo il posizionamento dello stent il vaso trattato si puo’ ri-occludere (re-stenosi) a causa di una incontrollabile proliferazione cellulare nella parete del vaso. I nuovi trattamenti come la crio-plastica cercano di contrastare questo fenomeno. Durante la crio-terapia un palloncino viene dilatato con azoto liquido portando le pareti del vaso occluso ad una temperatura di circa –10 C per 20 secondi e uccidendo quelle cellule della parete del vaso che tendono a proliferare ricreando il restringimento. Per il paziente questa procedura è percepita come una dilatazione con palloncino; la bassa temperatura è praticamente impercettibile.

Caso clinico di angioplastica a freddo (crioplastica) dell’arteria tibiale anteriore della gamba e controllo a 14 mesi di distanza dal trattamento:
 


A: paziente con ostruzione all’origine delle arterie tibiale anteriore e interossea.
B: angioplastica a freddo (crioplastica) della tibiale anteriore.
C: controllo dopo il trattamento che mostra la ricanalizzazione diretta del flusso sanguineo al piede.
D: controllo angiografico a 14 mesi con vasi pervi.

Quali sono i rischi dell’angioplastica?
Si tratta di una procedura generalmente sicura, ma come ogni altra procedura ci sono dei rischi associati.
Per un’angioplastica i rischi includono:
- qualche volta per ragioni tecniche non è possibile dilatare l’arteria e molto di rado la procedura può peggiorare il restringimento. Nel caso in cui questa eventualità si verificasse potrebbe essere necessario un intervento chirurgico;
- sanguinamenti od ematomi possono verificarsi attorno all’area della pelle dove il catetere è stato inserito;
- molto raramente un coagulo di sangue potrebbe bloccare l’apporto sanguigno al distretto vascolare trattato o la parete dell’arteria potrebbe risultare indebolita. In molti casi questo problema può essere trattato dal medico radiologo nella medesima seduta di angioplastica. A volte però è necessario un intervento chirurgico;
- in rarissimi casi potrebbe presentarsi una reazione al mezzo di contrasto. Questo si verifica nella maggior parte dei casi quando il paziente si trova ancora nel Dipartimento di Radiologia, ma potrebbe verificarsi anche dopo aver lasciato il Dipartimento di Radiologia o l’Ospedale. Potrebbe svilupparsi un eritema cutaneo o difficoltà respiratorie o problemi circolatori. Vogliamo sottolineare che questo è molto raro e che il trattamento nella maggior parte dei casi consiste in farmaci somministrati per bocca.

Come mi devo preparare all’angioplastica?
Il ricovero avviene il giorno precedente la procedura; se sta assumendo dei farmaci anticoagulanti (es. Coumadin, Warfarin) sarà necessario discutere con il medico per stabilire il suo ingresso in Ospedale poiché questi farmaci sono sospesi normalmente un paio di giorni prima dell’angioplastica. Una volta ricoverato dovrà iniziare ad assumere farmaci antiaggreganti come trattamento alternativo per tutta la durata della Sua degenza. Se Lei è diabetico in trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali potrà prendere la sua dose normale la mattina della procedura e fare una veloce colazione alle 6.00, ma dopo non dovrà mangiare né bere più niente. Lei può continuare ad assumere regolarmente i Suoi farmaci prima e dopo la procedura di angioplastica. Le sarà dato un camice da indossare nel Dipartimento di Radiologia.

Cosa sento durante l’angioplastica?
Lei potrebbe avvertire un piccolo disagio quando il Radiologo Interventista inietta l’anestetico locale nella cute a livello dell’inguine (come l’anestesia praticata dal dentista). Tutto ciò svanisce dopo 1-2 minuti. Quando il medico procede ad introdurre il catetere nella Sua arteria non avvertirà alcuna altra sensazione di dolore. Potrebbe sentire una leggera pressione o dolore quando il palloncino viene gonfiato all’interno del vaso. Questo è dovuto allo stiramento del vaso con il palloncino.

Cosa devo fare dopo la procedura?
Lei deve rimanere sdraiato a letto per un periodo di tempo dopo il trattamento. Il periodo di tempo varia da caso a caso, mediamente tra le 12 e le 24 ore. Potranno crearsi alcuni lividi attorno al sito di puntura e potrebbe sentire un leggero dolore una volta che l’effetto dell’anestesia svanisce. Può richiedere al medico la somministrazione di un antidolorifico se è necessario. Nella maggior parte dei casi resterà ricoverato in Ospedale per una notte così che si possa controllare il punto dove il catetere è stato introdotto; il medico discuterà con Lei i risultati del trattamento prima di essere dimesso dall’Ospedale. Al suo medico di famiglia verrà inviata una lettera/referto che illustrerà i dettagli della procedura eseguita. In molti casi Le verrà prescritto un trattamento a base di aspirina per evitare che questi problemi si ripropongano. Se Lei è fumatore è molto importante smettere di fumare. Il fumo causa restringimento delle arterie che garantiscono un normale apporto sanguigno al cuore ed agli altri distretti del corpo (cervello, organi interni, arti superiori ed inferiori). Dovrebbe ridurre il colesterolo ed i grassi saturi nella sua dieta. Se è sovrappeso dovrebbe sforzarsi di ridurre il peso poichè questo può aiutare a ridurre il rischio di avere ulteriori problemi alle arterie Dopo l’angioplastica dovrebbe incrementare l’esercizio fisico per quanto possibile. Se non è capace di sostenere un esercizio fisico continuo dovrebbe almeno fare delle passeggiate giornaliere incrementandone gradualmente la lunghezza. Testo parzialmente tratto da www.sirweb.org Per ulteriori informazioni guardi nel sito “Richiedi una consulenza al Tuo Radiologo Interventista” e ci mandi una e-mail.


Per ulteriori informazioni clicca su “Richiedi una consulenza al Tuo Radiologo Interventista” ed inviaci una e-mail.

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