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Giovedì 31 Marzo 2016
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Specialità cliniche e servizi
L'ipertensione arteriosa resistente - "La denervazione renale"
Radiologia Diagnostica e Interventistica

Il trattamento mini-invasivo con "La denervazione renale" Perchè è importante trattare l'ipertensione arteriosa
E' noto che l'ipertensione arteriosa si associa ad un aumentato rischio di patologie cardiache (infarto, scompenso cardiaco), renali (insufficienza renale fino alla dialisi), cerebrali (ictus) e vascolari (claudicatio). Un aumento cronico di 20mmHg dei valori pressori rispetto ai valori ottimali raddoppia la mortalità cardiovascolare. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità l'ipertensione è la più frequente causa di morte nel mondo.

Cos'è l'ipertensione resistente ai farmaci?
Per ipertensione arteriosa resistente si intende una pressione alta (>160mmHg, oppure >150mmHg nei pazienti con diabete mellito tipo II) che non risponde a una terapia di almeno tre farmaci (fra cui un diuretico), assunta regolarmente per settimane o mesi. E' importante verificare che l'ipertensione non sia secondaria ad altre patologie, come ipertiroidismo o irrigidimento delle arterie renali. Se i dati clinico-strumentali confermano la presenza di un ipertensione arteriosa resistente ai farmaci per questi Pazienti esiste una nuova possibilità terapeutica ovvero un trattamento non farmacologico come la denervazione renale.

Cos'è la denervazione del simpatico renale?
E' noto il legame tra le fibre nervose del sistema simpatico presenti nel rene e la pressione. Già studi di 30 anni fa dimostrarono infatti la centralità del rene nello sviluppo dello stato ipertensivo attraverso una molteplicità di meccanismi. Uno di questi è rappresentato dall'attività Sistema Nervoso Simpatico (SNS),le cui fibre giungono al rene correndo lungo le pareti delle arterie renali. Attraverso queste fibre, il sistema simpatico controlla gli stimoli che dal cervello arrivano al rene con effetti sulla pressione. Nei casi di ipertensione arteriosa si verifica un’ipereccitazione del sistema simpatico.



La denervazione renale è un intervento mini-invasivo, a basso rischio di complicanze che si propone di ridurre questa iperattività, e quindi l’ipertensione, andando ad interrompere a livello delle pareti delle arterie renali le connessioni con il Sistema Nervoso Centarale.

Come si esegue la denervazione del simpatico renale
Mediante la puntura dell’arteria femorale all'inguine, il Radiologo Interventista accede al sistema vascolare arterioso del Paziente. Quindi attraverso piccoli tubicini e guide dedicate raggiunge le arterie renali.



Viene poi introdotto il catetere dedicato ad eseguire la denervazione (Symplicity Ardian lnc, Palo Alto, CA, USA); questo catetere viene messo a contatto con la parete delle arterie renali in più punti. Di norma si eseguono da 4 a 8 ablazioni con RF (radiofrequenza), in base alle caratteristiche anatomiche dell’arteria. Al fine di poter correttamente visualizzare le strutture anatomiche vascolari è necessaria la somministrazione di mezzo di contrasto iodato.



Al termine della procedura viene attuata una semplice compressione manuale dell’arteria all'inguine (sede dell’accesso) per circa 10 minuti, quindi il Paziente viene medicato con un apposito bendaggio compressivo da tenere per 12-24 ore.

Per quali pazienti è indacata la denervazione del simpatico renale?
E' indacata per i pazienti con ipertensione resistente ai farmaci.
Prima del trattamento è necessario essere certi che si tratti di ipertensione resistente ai farmaci escludendo i casi di ipertensione secondaria ad altre patologie. Attualmente inoltre sono esclusi dal trattamento i pazienti affetti da diabete mellito di tipo I (“diabete giovanile”), insufficienza renale cronica avanzata (Clearance creatinina < 45ml/min) o che abbiano subito interventi alle arterie renali (stent) oppure con calcificazioni significative di queste ultime.
Per queste ragioni i pazienti dovranno sottoporsi ad alcuni esami specifici prima di essere candidati alla procedura di denervazione renale. In particolare è richiesto un esame Angio-TC delle arterie renali per escludere anomalie anatomiche vascolari (arterie accessorie; calcificazioni vascolari di parete) e cause vascolari di Ipertensione (stenosi arteria renale).

Obiettivi del trattamento di denervazione renale
La denervazione renale ha come scopo la riduzione e/o la stabiliazzazione dei valori pressori. Questo si associa indirettamete alla riduzione del rischio cardiovascolare, cerebrovascolare e renale legato allo stato ipertensivo.
Lo studio multicentrico, prospettico, randomizzato Symplicity HTN 2 (parte di un programma di studi ancora in corso), condotto su pazienti con ipertensione resistente e pubblicato nel 2010 su Lancet, ha dimostrato che a seguito di questa procedura si possono ottenere riduzioni medie della pressione arteriosa nell’ordine di 32 e 12 mmHg a 6 mesi di follow up. I dati finora raccolti inoltre mostrano una sostanziale assenza di effetti indesiderati.
Sebbene al momento l’utilizzo della denervazione sia limitato alle forme più gravi e resistenti di ipertensione, non si può escludere che con il crescere dell’esperienza e di ulteriori risultati positivi, questa tecnica possa trovare applicazione anche per altre patologie che prevedono un’iperattività del sistema nervoso, come il diabete o le malattie renali croniche.

Procedure alternative alla denervazione renale
Fino agli anni '60 si eseguiva in casi selezionati la denervazione chirugica (simpaticectomia) del rene, l'intervento gravato di frequenti eventi avversi invalidanti e duraturi ora non è più praticato. Un'alternativa alla denervazione renale è la terapia di attivazione del baroriflesso, di cui sono stati riportati solo alcuni casi sporadici. Si tratta di inserire a livello delle arterie carotidi, dove si trovano i “barocettori” o recettori per la pressione del sangue, un piccolo strumento (di fatto un elettrodo) che stimola questi recettori portandoli ad attivare la vasodilatazione periferica, che in ultima analisi riduce la pressione. L'applicazione dello strumento è un vero intervento di chirurgia vascolare, da eseguire in anestesia generale . Attivando o disattivando la stimolazione da parte dello strumento si osserva un effetto vasodilatatorio e un calo della pressione adeguato.

Per ulteriori informazioni e richieste di intervento di denervazione renale
E' a vostra disposizione un indirizzo e-mail di consulenza rad-interventistica@ao-sanpaolo.it attraverso il quale richiedere ulteriori informazioni e visite di consulenza di Radiologia Interventistica

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