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Giovedì 31 Marzo 2016
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L’eccellenza Sanitaria Lombarda
Nella mia recente visita all’Azienda Ospedaliera San Paolo ho potuto verificare direttamente sul campo un buon esempio dell’eccellenza sanitaria lombarda che, la Giunta Regionale e l’Assessorato alla Sanità, che ho l’onore di dirigere, sono costantemente impegnati a rinnovare ed innovare, sia dal punto di vista tecnologico, sia dal punto di vista dell’organizzazione, sempre di più orientata al servizio del paziente. Proprio in quell’occasione, ho avuto però modo di sostenere che la priorità che ci siamo dati è quella di passare da un sistema sanitario regionale ancora troppo "ospedalocentrico", ad un’assistenza sanitaria più articolata e diffusa sul territorio.
Le due cose possono apparire in contraddizione, ma non lo sono. Noi, infatti, conosciamo molto bene la domanda di salute che proviene dagli oltre 9 milioni di cittadini lombardi, a cui si aggiungono centinaia di migliaia di nuovi residenti ed i pazienti provenienti da altre regioni italiane. Una domanda che sollecita quotidianamente il nostro impegno progettuale e che nasce, in primo luogo, dai problemi connessi all’invecchiamento della popolazione, dall’importanza crescente della cronicità rispetto al momento acuto della malattia e alla domanda sempre più sostenuta di salute e benessere da parte dei cittadini.
Lo sviluppo della ricerca scientifico-sanitaria, con la possibilità, in misura crescente, di personalizzare le cure di diverse patologie, assieme all’incessante sviluppo delle tecnologie, ci permettono di intervenire in modo sempre più tempestivo ed appropriato sulla fase acuta della malattia. E’ anche per questo che la Lombardia ha la percentuale più bassa, e in diminuzione, di ricoveri di cittadini lombardi fuori regione, e la più alta percentuale di attrazione di cittadini provenienti da altre regioni ed, in alcuni casi, anche da altre Nazioni. Qui in altri termini costruito è stata realizzata una concreta alternativa ai viaggi della speranza spendendo, contemporaneamente, al meglio i soldi dei contribuenti, perché in Lombardia si registra una spesa sanitaria pro-capite in assoluto tra le più basse a livello nazionale e, nonostante, che i cittadini lombardi ricevano pro-capite dal Fondo Sanitario Nazionale una cifra nettamente inferiore a quella di molte altre Regioni.
Essere costantemente aggiornati e all’avanguardia nell’affrontare la fase acuta della malattia è, tuttavia, condizione necessaria, ma non sufficiente per porre, al centro dell’attenzione, il soddisfacimento delle necessità e dei bisogni di salute della persona, soggetto attivo e consapevole e non più oggetto passivo, e della collettività che lo accoglie. Di fronte alla cronicità della malattia, infatti, l’ospedale, come momento centrale della cura, sarebbe la risposta sbagliata. E non solo per i costi economici che la degenza comporta, ma soprattutto per l’efficacia della cura stessa. Tutte le ricerche, oltre che l’esperienza quotidiana di migliaia di operatori sanitari, ci dicono che, soprattutto, l’anziano trova maggior beneficio se viene seguito nel suo ambiente e nella sua quotidianità.
Ciò, ovviamente, non può essere solo e principalmente, caricato sulle spalle delle famiglie, che spesso non ci sono neppure più, ma comporta un diverso modello di organizzazione della sanità. Ed è su questo terreno che, oggi, si gioca il mantenimento della primazia del modello lombardo di sanità.

Luciano Bresciani - Assessore alla Sanità della Regione Lombardia

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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