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News
12 maggio 2009: giornata internazionale dell'infermiere
Sintesi del convegno 'Professione infermieristica e abbandono: dalla formazione all'esercizio, un fenomeno non solo italiano'.
Il 12 maggio scorso, giorno dedicato alla celebrazione della Giornata Internazionale dell’Infermiere ed arrivato nella nostra Azienda alla 12a edizione, si è svolto il Convegno “Professione infermier ist ica e abbandono: dal la formazi one all’esercizio, un fenomeno non solo italiano.” Vi hanno partecipato circa 120 persone suddivise tra infermieri e studenti del Corso di Laurea in Infermieristica provenienti anche da altre sezioni; a tutti i partecipanti è stato consegnato anche un CD-ROM con i files delle relazioni. Il tema proposto è stato scelto per la sua importante attualità, vista l’ormai cronica ed antica carenza numerica di personale infermieristico, notoriamente conosc iuta come “emergenza infermieristica” e che ciclicamente riemerge alla ribalta anche delle cronache degli organi di informazione. Problema questo che si ripercuote conseguentemente sulla qualità dell’assistenza infermieristica, sull’organizzazione del lavoro, sulla turnistica, sulla corretta valorizzazione ed utilizzo delle risorse umane, economiche, tecnologiche e logistiche. Inoltre, frequentemente, questa criticità produce negli operatori una sorta di depressione motivazionale-lavorativa che sfocia nel burn-out e spesso anche nella decisione di abbandonare la professione.

Sull’altro fronte invece la formazione universitaria dei futuri infermieri cerca di recuperare il gap numerico, ma con una visione particolarmente attenta e tesa alla qualità della formazione stessa, affinché venga immessa sul mercato del lavoro, non solo quantitativamente ma anche qualitativamente una figura di professionista competente, autonomo e responsabile. Moderatori del Convegno sono stati il nuovo Dirigente S.I.T.R.A. dott. Pierangelo Spada e la Coordinatrice della Sezione di Corso di Laurea in Infermieristica della nostra Azienda dott.a Anna Destrebecq, a voler significare e suggellare il rapporto diretto e simbiotico tra l’esercizio professionale infermieristico e la relativa formazione. L’apertura della giornata è stata affidata al Direttore Sanitario dott. Danilo Gariboldi, il quale, portando i saluti e gli auguri di buon lavoro sia del Direttore Generale sia del Direttore Amministrativo, pone l’accento sull’importanza della tematica del convegno, non solo per le ragioni sopra esposte, ma anche per l’ipotesi di incidenza ed aumento del rischio nella pratica clinica, il cui meccanismo spesso è collegato, insieme ad altri fattori, proprio al fenomeno dell’emergenza infermieristica.

Prendendo la parola la dott.a Destrebecq per la prima relazione, descrive sinteticamente l’evoluzione della formazione infermieristica mettendo in evidenza quanto le conquiste ed i miglioramenti normativi, soprattutto degli ultimi vent’anni, abbiano dato una forte spinta innovativa sia alla formazione, oggi svolta in ambito accademico, che all’esercizio professionale, con particolare sviluppo ed incentivazione dell’esercizio clinico stesso attraverso le evidenze scient i fi che, la piani f icazione dell’assistenza infermieristica e la prevenzione del rischio nella pratica clinica. Alla dott.a Destrebecq segue il dott. Celeri Bellotti il quale illustra brevemente quali siano le motivazioni che spingono una giovane, un giovane alla scelta di intraprendere la professione infermieristica, quali siano i risultati di tale formazione a ormai otto anni dall’attivazione dei corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie e i risultati di un’indagine fenomenologica eseguita in Azienda, svolta attraverso la tecnica del focus group e atta ad indagare la sensazione ed il percepito da parte di un gruppo di dieci professionisti infermieri esperti, circa la formazione infermieristica attuale.

I risultati del focus group mettono in evidenza sia punti di forza quali: aderenza e congruenza con i nuovi scenari dell’esercizio professionale, autonomia e responsabilità, sviluppo e favorimento della pratica clinica attraverso le evidenze scientifiche, sviluppo dell’assistenza infermieristica per obiettivi, ma anche criticità come ad esempio: problemi di selezione e motivazione, studenti in generale poco preparati e con difficoltà al ragionamento interdisciplinare, eccessivo allungamento dei tempi per il conseguimento del titolo, mancanza di una figura professionale unicamente e squisitamente dedicata al tutorato clinico. Terminate le prime due relazioni, introduttive e panoramiche della tematica del Convegno, la relazione successiva, sviluppata dalla dott.a Anna Sponton, avvia il percorso del Convegno nell’ambito dell’abbandono, non tanto professionale, quanto degli studi da parte degli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica. I risultati esposti, evinti da una ricerca qualitativa svolta nel 2007, descrivono una situazione di abbandono degli studi infermieristici superiore alla media degli Stati europei, con una percentuale di poco più del 19%, con la punta massima di abbandono durante il primo anno di corso o a cavallo di esso e la cui causa principale è legata all’eccessiva richiesta di impegno, vista sia la frequenza obbligatoria ai corsi teorici, che alle attività professionalizzanti, cioè i tirocini clinici.

Per quanto riguarda invece l’abbandono professionale, la psicologa del lavoro e ricercatrice dott.a Donatella Camerino, ha esposto dati elaborati di uno studio longitudinale effettuato tra il 2002 ed il 2004 e che ha visto la partecipazione di otto paesi europei tra i quali l’Italia che ha dimostrato una sensibilità maggiore al problema rispetto ad altri Stati. Il dato saliente è che la principale causa di un ipotetico abbandono professionale degli infermieri italiani di età compresa tra i 30 ed i 39 anni è indicata sia nelle cattive condizioni di lavoro, sia nel basso supporto organizzativo. Infine la relazione condotta dal dott. Stefano Terzoni espone i dati relativi ad uno studio sviluppato nella nostra Azienda circa l’abbandono professionale all’interno di essa. La sintesi dello studio mette in evidenza che l’intenzione di abbandonare la professione (ITL) nel nostro ospedale si è attestata su valori paragonabili a quelli nazionali. Un elemento predittivo dell’ITL era il fatto di aver ricevuto offerte relative allo svolgimento di altri tipi di lavoro. È inoltre emersa una “finestra” di vulnerabilità all'abbandono, corrispondente ad un’anzianità lavorativa compresa tra 1 e 5 anni. Esiste un legame tra ITL ed altre offerte di lavoro (infermieristico e non) tra 1 e 5 anni.

ITL basata solo in parte sul fattore economico; ITL più bassa nei soggetti con elevata percezione morale della professione e viceversa; fortissima relazione tra esaurimento psicologico e ITL. In conclusione, si può affermare che la giornata di studio è stata particolarmente produttiva, interessante e “vissuta” dall’uditorio: infatti, sia al termine delle prime tre relazioni, che al termine delle altre due, è nato un vivace dibattito partecipato tanto dagli infermieri quanto dagli studenti, facendo emergere importanti riflessioni anche sulla opportunità di approfondire l’argomento attraverso ulteriori indagini.

Dott.a A. Destrebecq - Coord. Sezione Corso Laurea in Ifermieristica - dott. G. Celeri Bellotti Infermiere Tutor

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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