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Giovedì 31 Marzo 2016
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L'alito cattivo: cause e rimedi
L'alito cattivo o "alitosi" è uno dei più frequenti disturbi presenti nella popolazione: gli studi epidemiologici indicano che ne soffre fino a circa il 50% della popolazione. L'odore sgradevole proveniente dalla bocca ha notevole rilevanza sociale e psicologica: spesso è causa di disagio o preoccupazione nei momenti della vita di relazione in cui si intrattengono rapporti con gli altri individui. Ha inoltre importanti implicazioni economiche: basti pensare alla quantità di prodotti commerciali che vengono reclamizzati per contrastare l'alito cattivo, come caramelle, chewing-gum, dentifrici, collutori e altro. Contrariamente a quanto ancora generalmente si ritiene, la ricerca scientifica degli ultimi venti anni ha dimostrato che le cause di questo fastidioso disturbo sono prevalentemente orali: in oltre l'80% dei casi è provocato dalla presenza nel cavo orale di particolari batteri in grado di metabolizzare residui alimentari e cellulari e produrre sostanze volatili contenenti zolfo (i cosidetti VSC), che sono i principali responsabili dell'odore cattivo dell'alito. Questi microrganismi sono presenti nei soggetti che soffrono di gengiviti, parodontiti, carie ed altre infezioni orali non curate e negli individui che hanno il dorso della lingua ricoperto da una patina batterica particolarmente spessa.

I soggetti in condizioni di scarsa igiene orale, i pazienti affetti da gengivite, da parodontiti, da infezioni odontogene dei tessuti molli acute e croniche, da stomatiti acute ulcerative, presentano solitamente alitosi di variabile intensità. Anche i pazienti affetti da iposcialia primitiva o secondaria da farmaci possono avere alitosi, legata alle modificate condizioni chimico-fisiche dell’ecosistema orale e alla diminuita capacità autodetersiva salivare nei confronti della placca batterica. Con minor frequenza, altre malattie non orali possono essere responsabili dell'alitosi: malattie della gola e del naso, sinusiti croniche, malattie generali come le gravi insufficienze epatiche e renali, l'ernia iatale e la trimetilaminuria, un disturbo metabolico congenito non rarissimo. Inoltre, è ben noto che durante la digestione di alcuni cibi, come aglio e cipolle, l'odore dell'alito può essere particolarmente spiacevole per il fatto che il loro metabolismo produce sostanze solforate che passano nell'aria espirata. L’alitosi parafisiologica molto frequente e caratteristica del risveglio mattutino e dei periodi di digiuno, nei soggetti caratterizzati da una buona igiene orale e con salute dei tessuti parodontali, è dovuta principalmente all’azione metabolica dei microrganismi gramnegativi che abitano i biofilm della superficie dorsale della lingua in particolare nel suo terzo posteriore.

Esistono una serie di fattori che contribuiscono all’alitosi del risveglio mattutino, anche in assenza di condizioni patologiche orodentali: durante il sonno si verifica una riduzione della secrezione salivare, si riducono i movimenti orali, frequentemente la secchezza orale si aggrava per l’insorgenza di respirazione orale e quindi aumenta la proliferazione ed il metabolismo proteico dei batteri linguali, con produzione aumentata di VSC. Nell'ambito delle attività cliniche e di ricerca dell'Unità Clinica di Diagnosi Orale della Clinica Odontostomatologica del Dipartimento Testa-Collo nella Sede di Via Beldiletto, da oltre sette anni è attivo un ambulatorio per lo studio e il trattamento dei pazienti con problemi di "alito cattivo". L'approccio al paziente che soffre di alitosi è interdisciplinare e rispettoso delle implicazioni sociali e psicologiche che il disturbo implica.

Presso l'ambulatorio, la fase diagnostica del disturbo si avvale dell'utilizzo di sofisticati e moderni strumenti diagnostici, l'Halimeter® (alitometro), misuratore elettrochimico dei VSC intraorali e l’OralChroma®, un gascromatografo miniaturizzato e computerizzato dedicato all’analisi dei gas presenti nell’aria espirata, in grado di differenziare l'origine linguale, parodontale o metabolica sistemica dei composti volatili alitogeni. La misurazione strumentale dell'alitosi è particolarmente importante per la quantificazione del disturbo, per il monitoraggio dei risultati terapeutici conseguiti e per la diagnosi differenziale dei soggetti affetti da pseudoalitosi o alitofobia, condizione relativamente frequente e causa di notevoli sofferenze ai pazienti affetti, che necessitano quindi di supporto psicologico o terapia psichiatrica.

prof. Silvio Abati Ass. di Malattie Odontostomatologiche Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria
Direttore prof.a L. Strohmenger

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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