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Giovedì 31 Marzo 2016
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EPIDEMIA DA VIRUS DELL’INFLUENZA A H1N1
Da qualche mese è comparso a livello mondiale un nuovo ceppo di virus influenzale A H1N1. I primi casi si sono verificati ad aprile, in Messico in cui sono stati segnalati casi di infezione nell’uomo da nuovo virus influenzale di tipo A (H1N1), precedentemente identificato come influenza suina, mai rilevato prima. Il 24 aprile, l'Oms ha allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione di questa nuova infezione e l’ 11 giugno ha dichiarato l’esistenza di una pandemia (con un livello 6 su 6) della nuova influenza, sottolineando il carattere "moderato" di questa pandemia.

Il massimo livello di allerta per la nuova influenza non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus. A livello italiano Il Ministero ha istituito un'apposita Unità di crisi, ed è stata rafforzata la rete di sorveglianza epidemiologica e virologica dell'influenza per permettere la raccolta di informazioni e campioni virali ai fini del tempestivo riconoscimento dei casi di influenza e per la conseguente adozione delle misure di sanità pubblica. Sono state allertate, attraverso le Regioni, le strutture di ricovero in generale e quelle specifiche per malattie infettive in particolare, per essere pronte a gestire i casi sospetti di influenza da nuovo virus, mediante idonee misure di contenimento, oltre che con misure di appropriato trattamento. Alcuni dati: al 21 ottobre 2009 sono stati riportati in Italia 15.455 casi confermati (5 decessi), in Europa i casi sono 61.000 (230 decessi) e a livello mondiale 414.000 (5.000 decessi). Fino a ora sono state colpite fasce di età diverse rispetto a quelle attaccate dal virus "classico", persone più giovani, ma si è trattato pur sempre Fotografia al microscopio del virus A H1N1 molto spesso di soggetti a rischio: malati cronici, donne gravide, diabetici, immunodepressi, obesi.

I segni di sospetta infezione sono i tipici sintomi dell'influenza respiratoria acuta [tosse, faringodinia, rinorrea] e febbre. Altri sintomi possono includere dolori muscolari, mal di testa, affaticamento, vomito e diarrea. Attualmente le indicazioni Ministeriali e Regionali stabiliscono che non vi è necessità di accertamenti diagnostici in caso di sospetto salvo particolari condizioni: laddove il paziente sia in condizioni di base precarie, laddove vi sia il sospetto di complicanze o un decorso particolarmente grave, nella prima infanzia e in gravidanza. Gli accertamenti (due tamponi naso-faringei che andranno ai laboratori di riferimento di I e II livello) vanno eseguiti quindi solo in questi casi, presso i pronto soccorso degli ospedali di riferimento regionali. Esistono due antivirali efficaci nei confronti del virus, oseltamivir e zanamivir, che vanno però usati con estrema cautela sia perchè un uso tardivo ne diminuisce grandemente l’efficacia, sia per evitare la selezione di ceppi resistenti ai farmaci.

Nelle linee guida del nostro Paese ne è raccomandato un uso molto accorto: i farmaci vannosomministrati solo nei casi gravi e, soprattutto, entro le 24 o 48 ore al massimo. Occorre somministrare il farmaco al più presto, anche senza attendere l’esito degli esami di laboratorio, in quei soggetti che possono avere complicazioni, cioè chi ha disturbi respiratori e cardiovascolari come, per esempio, le persone anziane. L'arma migliore contro la malattia è il vaccino, ammesso che il picco di diffusione non arrivi prima della sua somministrazione, prevista dal 15 ottobre. Lo inietteranno i medici, non si potrà comprare in farmacia. Toccherà prima a chi lavora nei servizi essenziali, gli stessi dottori e gli infermieri, e ai soggetti a rischio, portatori di malattie croniche.
Da gennaio sarà la volta della fascia di età dai 2 ai 27 anni. In tutto sarà coperto il 40% della popolazione. Tra le misure preventive per ridurre la probabilità di essere esposti a infezioni respiratorie [valide anche per evitare la diffusione del contagio]:

1. Lavarsi bene le mani col sapone, soprattutto dopo aver tossito/ starnutito;

2. Coprire naso e bocca quando si tossisce/starnutisce. Buttare subito via il fazzoletto di carta;

3. Evitare di toccare occhi, naso o bocca per evitare la diffusione dei germi.

4. Ridurre al minimo il contatto con individui malati.

5. Se si è malati, stare a casa [tranne che per recarsi in ospedale];

6. Se si è malati, coprire la bocca quando si tossisce;

7. Evitare, ove possibile, i locali affollati, specie da giovani.


prof. Antonella d’Arminio Monforte – Resp. U.O. Malattie Infettive

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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