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PREVENZIONE E CURA DELLA DEPRESSIONE POST-PARTUM
Il periodo peri e post puerperale è caratterizzato da una condizione di fragilità psicosomatica i cui effetti possono tradursi in una sindrome definita in ambito psichiatrico: “depressione post partum” (DDP). Questo termine comprende quadri clinici molto differenti tra di loro per caratteristiche di gravità e durata : disturbi lievi, noti come “Baby Blues”, disturbi di media gravità, che costituiscono la vera e propria depressione puerperale che si stima colpisca il 13% delle madri e disturbi gravi ( 0,1-1,2% ) caratterizzati da depressione psicotica (psicosi puerperale).

I disturbi del pre e del post partum costituiscono un problema complesso poiché in aggiunta alla sofferenza personale della madre, comportano anche gravi conseguenze sul nascituro. Di non minore importanza è l’influenza negativa sulla relazione madre-bambino e sui rapporti intra-familiari. Recenti studi hanno dimostrato come una grande varietà di stressors pre natali siano implicati nell’ aumentato rischio di alterazioni del neuro sviluppo fetale (sia della neuro genesi che della sinaptogenesi). La depressione e l’ansia in gravidanza attraverso l’alterato funzionamento dell’asse ipotalamo ipofisi surrene influenzano i livelli di cortisolo ematico materno e di conseguenza l’entità del flusso sanguigno a livello placentare, l’attività enzimatica e la funzione di barriera della placenta stessa. Lo stress pre natale sembra interferire sullo sviluppo della corteccia pre frontale del nascituro.

In ragione dell’importanza di questo fenomeno è stato attivato dal mese di Novembre 2009 un Ambulatorio per la Prevenzione e Cura della Depressione nel Post Partum nato dalla collaborazione tra la U.O. di Psichiatria I (Direttore Dott. Costanzo Gala) e la U.O. di Ginecologia e Ostetricia (Direttore Prof. Anna Maria Marconi). Tale iniziativa è anche in rete con un Progetto Innovativo della Regione Lombardia. Il primo obiettivo dell’attività ambulatoriale è l’individuazione precoce dei segni e dei sintomi della malattia depressiva e la valutazione, fin dai primi mesi di gravidanza, della presenza di fattori di rischio bio-psico-sociali. Il principale fattore di rischio per la donna di sviluppare una DPP è costituito da precedenti episodi depressivi seguito per importanza dalla presenza di sintomi ansiosi e depressivi durante la gestazione (ansia e depressione pre-natale). La depressione post partum è correlata inoltre, alla mancanza di supporto familiare e/o sociale (globale e/o specifico da parte del partner).

In questo contesto la donna presenta con maggiore facilità sentimenti di inadeguatezza e sintomi da stress relativi alla cura del bambino. In considerazione di ciò, su tutte le donne gravide che afferiscono agli ambulatori di ginecologia, viene effettuato uno screening attraverso colloqui clinici e strumenti testali. Alle donne risultate positive per depressione clinica o per la presenza di importanti fattori di rischio (gravidanza non desiderata, problemi di infertilità e precedenti aborti, gravidanza a rischio, familiarità positiva per disturbi psichiatrici, tratti rigidi di personalità,stress lavorativi etc) vengono offerti percorsi di sostegno e trattamento (prevenzione secondaria e terziaria) di tipo integrato: clinico psichiatrico e psicoterapico individuale, di coppia e di gruppo. L’ambulatorio offre anche un servizio di informazione per le donne non risultate a rischio ( prevenzione primaria) al fine di riconoscere precocemente i segni indici di malessere clinicamente rilevanti, di ragionare sui vissuti e sul ruolo materno.

Il suddetto intervento può essere esteso al partner e quindi alla coppia, con un approfondimento circa il significato della genitorialità. La prevenzione dei disturbi della gravidanza ( ansia e depressione pre e post partum) sembra inoltre influire positivamente sull’ incidenza degli aborti spontanei, delle nascite pre termine, del basso peso alla nascita, dei deficit di attenzione ed iperattività e dei disturbi del linguaggio nell’età evolutiva. In conclusione si sottolinea l’importanza di un iniziativa sanitaria in cui il progetto di trattamento integrato è finalizzato non solo alla cura ma anche alla prevenzione sull’individuo e sull’ambiente. Tale iniziativa costituisce un valido tentativo di intervento sul fenomeno psicopatologico della depressione post partum che sembra essere in aumento anche a seguito dei cambiamenti sociali e quindi relazionali determinati dalla “dispersione “ della rete di sostegno familiare più frequente nelle strutture metropolitane ed ancor più importante nelle donne immigrate.

prof. C. Gala - Direttore U.O. Psichiatria I

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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