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Giovedì 31 Marzo 2016
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L’EMODINAMICA DEL SAN PAOLO IN BULGARIA
PROGETTO PER L’INSEGNAMENTO DELLA CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO
Qualche mese fa mi recai come di consueto a Bologna per il Congresso annuale di Cardiologia Interventistica dove ebbi l’occasione di parlare con alcuni miei colleghi/ amici che mi raccontarono di una loro recente esperienza lavorativa in una cittadina sperduta della Bulgaria dove lavorarono come “matti” nell’ ambito di un progetto di cooperazione internazionale. La cosa mi incuriosì moltissimo e ne volli sapere di più. Così scoprii che recentemente era stata creata da parte del GISE (la società di cardiologia interventistica) la Fondazione GISE che tra le tante iniziative ha in corso un ambizioso progetto di cooperazione internazionale con lo scopo di insegnare le tecniche di cardiologia interventistica in ospedali di paesi in via di sviluppo che si avvicinano solo ora a queste moderne tecniche terapeutiche. Le richieste di aiuto in questo senso arrivano da molti paesi del mondo. Il primo progetto già attivo è quello relativo alla Bulgaria e così ho mandato il mio curriculum vitae alla Fondazione.

Dopo pochi giorni la conferma della mia partenza. Così nel mese di Marzo sono partito alla volta di Yambol, una sperduta cittadina nel sud est della Bulgaria al confine con la Turchia, a 60 chilometri ca dal Mar Nero. La Bulgaria è un paese membro della Comunità Europea con circa 8 milioni di abitanti. Elevata è l’ incidenza di malattie cardiovascolari ed elevata mortalità (circa 35%). Quasi assente invece la cardiologia interventistica fuori dalla capitale. Inesistente il trattamento invasivo dell’infarto miocardico acuto. L’Istituto Bulgaro di Cardiologia (Bulgarian Cardiac Institute BCI) struttura nata nel 2007, attualmente è composta da 4 ospedali specializzati in cardiologia interventistica e numerosi ambulatori di cardiologia. Quest’anno con 4 ospedali attivi 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 vengono eseguiti ogni mese circa 1800 esami con circa 70% angioplastiche coronariche. Nel corso di quest’anno l’Istituto Bulgaro di Cardiologia ha chiesto la collaborazione da parte di emodinamisti italiani per creare un gruppo di persone in grado di formare nell’ambito di un progetto di collaborazione i cardiologici bulgari in modo da renderli autonomi nell’esecuzione delle angioplastiche coronariche.

L’OSPEDALE ED I MEDICI
Uno degli ospedali dell’Istituto Bulgaro di Cardiologia si trova nella città di Yambol (distante circa 250 km da Sofia - capitale e circa 100 km dal mar Nero). Attualmente si svolgono circa 500 esami al mese con una media di circa 350 angioplastiche. L’ospedale possiede 30 letti, sala angiografica con un moderno apparecchio Philips, tutte le attrezzature per diagnostica non invasiva, terapia intensiva, laboratorio, ambulanze proprie. Il centro garantisce copertura per SCA 24 h su 24 e serve oltre agli abitanti della città di Yambol, anche agli abitanti delle città dintorni. Impressionante la mole di lavoro!! Normalmente 15-20 pazienti al giorno (programmati) urgenze escluse. Il mio compito era quello di coordinare i medici bulgari e di seguirli, aiutandoli nell’ esecuzione delle coronarografie e angioplastiche coronariche. Sono costantemente presenti infatti due medici bulgari, formati nelle procedure semplici diagnostiche a cui insegnare le procedure interventistiche. I medici bulgari sono molto gentili, disponibili, e grandi lavoratori. Comunque il responsabile assoluto delle procedure in sala è il medico italiano. Il progetto è in via conclusiva, perchè il livello raggiunto dai medici bulgari a parer mio è discreto. Ci vorrà ancora tutto il 2010 per una completa formazione ma con una mole di lavoro così direi che l’obiettivo è sicuramente raggiungibile.

È stata un’esperienza faticosa ma stupenda. Una delle ultime urgenze che mi sono capitate è stata una donna arrivata in ospedale nella notte con un infarto miocardico acuto esteso anteriore. L’ ho trattata con l’ angioplastica primaria e successivo impianto di stent in coronaria. Rapida riapertura dell’ arteria colpita da occlusione e grandissima soddisfazione provata. Senza di noi ma soprattutto senza l’emodinamica presente qui probabilmente la donna sarebbe morta o colpita da un devasante infarto con gravi conseguenze legate alla mancata riperfusione miocardica che si sarebbero trascinate per tutta la sua vita. Penso che poche volte nella vità mi sia sentito così’ veramente utile e così vicino alla reale comprensione di quanto sia ancora bellissima e gratificante la nostra professione. Mi viene solo un po’ da sorridere a pensare che in Bulgaria ci siano per 8 milioni di abitanti e solo 4 laboratori di emodinamica mentre solo a Milano ce ne sono 17!!!

Bisognerebbe riflettere anche su questo, ma questa è un’altra storia. Penso che tornerò presto a Yambol, magari alla fine dell’ anno. A Ottobre partirà alla volta della Bulgaria un altro componente del laboratorio di Emodinamica del San Paolo, il dottor Stefano Lucreziotti. Ma non finisce qui. Tantissimi i progetti per il futuro. A breve verrà siglato in Kossovo, un accordo di cooperazione tra l’Università di Pristina e la Fondazione GISE, per un progetto di insegnamento continuativo nell’ambito di un contratto tra ministero degli esteri italiano e governo kossovaro. Nei primi mesi del 2010 aprirà il laboratorio di emodinamica dell’ospedale di Shissong in Camerun, Fondato dall’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo di Alessandro Frigiola (Cardiochirurgo, San Donato), inaugurato con l’attività cardiochirurgica e che necessiterà della nostra presenza per circa 1 settimana al mese. C’è ancora tanto lavoro da fare. Vi terremo informati !!!

dr. D. Salerno Uriarte - Dirigente Medico U.O. Cardiologia - Emodinamica

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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