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Giovedì 31 Marzo 2016
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L'EVENTO STORICO DELLA PASQUA CRISTIANA
“Questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci e in esso esultiamo!” così abbiamo cantato nella solennità della Pasqua. Questo “giorno” non dura appena 24 ore, bensì 50 giorni, dal 4 aprile al 23 maggio, festa di Pentecoste; infatti la liturgia celebra in vari momenti il “Mistero pasquale” e cioè la Passione, la Morte, la Resurrezione e il dono dello Spirito Santo ai discepoli di Cristo. Per tutto questo tempo la Chiesa celebra “la Pasqua” di Gesù Cristo con gioia e numerosissimi: Alleluia! La risurrezione di Gesù, il Crocifisso, è la festa che da origini a tutte le feste liturgiche; ogni domenica si fa memoria della Pasqua del Cristo morto e risorto,infatti partecipando alla S. Messa, dopo la consacrazione del pane e del vino, si proclama: “Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta.” La risurrezione del Signore è anticipo della nostra risurrezione; se è vero, come è vero, che il battesimo ci ha inseriti in Cristo, formando con lui, un corpo misterioso (il Corpo mistico), risorto il Capo, come insegna S. Paolo, risorgeranno anche le membra.

Questa è “la buona notizia!” questo è “il Vangelo!” annunciato e tramandato nei secoli, di generazione in generazione. La Pasqua di Cristo è il fondamento della nostra fede, il centro; S. Paolo afferma: “Se Cristo non fosse risorto, vana è la nostra fede!”. Le sette religiose che negano la Resurrezione di Cristo,oltre ad essere eretiche, svuotano completamente il nucleo del Cristianesimo. L’annuncio della Resurrezione ha origine in Dio, il quale si è servito di “messaggeri”, gli angeli, che hanno invitato le donne che andavano al sepolcro con oli aromatici per completare l’imbalsamazione del corpo di Gesù, affinché avvisassero gli Apostoli. Non sappiamo come è avvenuta la Risurrezione, ma conosciamo i testimoni che hanno visto il sepolcro vuoto, le bende in ordine, hanno visto il Risorto apparire a porte chiuse nel cenacolo, mangiare pesce arrostito per dimostrare di non essere un fantasma e convincere l’apostolo Tommaso, incredulo, a guardare e toccare le piaghe lasciate dai chiodi e dalla lancia. “Perché cercate tra i morti, Colui che è vivo; non è qui; è risorto!” così risuona il messaggio angelico.

Questa notizia bella, lieta e portatrice di speranza e gioia, è stata continuamente tramandata con fedeltà e coraggio, anche a costo della vita. La “buona notizia” della Pasqua dunque richiede l’opera di testimoni entusiasti e coraggiosi, ha detto Benedetto XVI; ogni discepolo di Cristo, ogni cristiano, è chiamato ad esserne testimone. I 16 milioni di italiani partiti per il ponte pasquale, se battezzati, hanno potuto celebrare la vera “Pasqua”? o la “vita nuova” iniziata col battesimo e meritata dal sacrificio del Figlio di Dio, ha perso l’alimentazione proveniente da questa solennità?! Maestro, ma pseudo maestri. Il Regno di Dio è già iniziato con Cristo e lo stanno portando avanti uomini e donne di buona volontà, animati dalla giustizia e dalla carità, col dialogo, con la stima verso ogni persona, con disinteresse e sacrificio personale e comunitario; uniamoci anche noi a questa schiera, per vincere le sofferenze, le violenze e le ingiustizie che feriscono e fanno versare lacrime all’umanità.

Il 21 aprile un gruppo di operatori sanitari del nostro ospedale andrà in pellegrinaggio a Torino per contemplare da vicino la sacra Sindone, il lenzuolo che la tradizione conserva come il telo che ha avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro. Questo “sacro lino” non è la prova della Risurrezione di Gesù, ma “lo specchio del racconto letterario nei Vangeli”. Non è un dipinto, perché il rosso che rappresenta l’immagine della Sindone è sangue, scientificamente provato: il gruppo AB. Ci sono tracce di Dna maschile e molto antico; inoltre la Sindone non è un quadro, perché non esistono tracce di alcun tipo di colore. E’ altrettanto certo che il telo è stato a Gerusalemme, come dimostrano i piccolissimi granelli di polline scoperti tra le sue fibre e appartenenti a piante che crescono in Palestina. Infine è sicuro che in quel lenzuolo è stato avvolto un Uomo che ha subito la flagellazione, ha tenuto in testa una corona di spine, ha portato una trave sulle spalle ed è stato crocifisso con tre chiodi. E’ veramente un documento importante e interessante che descrive un uomo crocifisso, proprio come è narrato nel vangelo.

Il pellegrinaggio a Torino è un’esperienza religiosa che ci aiuterà a verificare la nostra conoscenza dei vangeli e a contemplare con più fede e cognizione quel Cristo in croce che abbiamo, non solo nelle nostre chiese, ma anche nelle nostre case, nei nostri uffici, nelle camere dei nostri degenti. “Cristo Signore è veramente risorto!”. La nostra fede non si ferma al Venerdì santo, ma arriva all’alba del giorno dopo il sabato santo, quando la grossa pietra tombale sigillata dal Sinedrio è rotolata via dal sepolcro, tramortendo le guardie, e il signore, come aveva predetto, è passato trionfante dalla morte alla vita, dando fondamento alla speranza cristiana. Per 50 giorni allora, auguriamoci Buona Pasqua!











rev. Don Luigi Carrara - Cappellano A. O. San Paolo

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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