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Giovedì 31 Marzo 2016
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L’IPERPARATIROIDISMO PRIMARIO. APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE AL SAN PAOLO
Introduzione.
Il paratormone (PTH) è un ormone prodotto dalle paratiroidi, che sono ghiandole normalmente localizzate a livello cervicale, posteriormente ai lobi della tiroide, in numero di 2 per lato. La funzione del PTH è quella di regolare la quantità di calcio presente nel sangue, in relazione al fabbisogno dell'organismo, agendo direttamente a livello osseo e renale ed indirettamente a livello di assorbimento intestinale, attraverso il controllo dell'attivazione della vitamina D.
L'iperparatiroidismo primario (HPT I) è una malattia in cui aumentano i valori di PTH circolante e di conseguenza quelli della calcemia.

Epidemiologia.
L'HPT I interessa 1 donna su 500 sopra i 40 anni e 2-3 su 100 in post-menopausa. Il sesso maschile appare meno colpito, con una frequenza di 1/2000 uomini interessati.
L'inappropriata secrezione di PTH circolante può essere dovuta ad una malattia di una sola ghiandola (adenoma) nell'80-90% dei casi, nel 10-18% ad una malattia di più ghiandole (iperplasia). In pochi casi (1-2%) può essere dovuta ad un doppio adenoma.
In una percentuale inferiore all'1% dei casi l'HPT I è dovuto ad un carcinoma.

Come si manifesta?
Spesso il paziente non ha sintomi e la diagnosi deriva dal riscontro occasionale di valori elevati di calcemia agli esami ematici eseguiti per altri motivi.
In altri casi si possono avere disturbi dovuti all'eccesso di calcio, proveniente dall'osso, in circolo nel sangue: coliche renali dovute a calcolosi, osteoporosi, sintomi neuromuscolari e disturbi psichici (alterazioni del tono dell'umore).

Come si diagnostica?
La diagnosi di HPT I è biochimica: dosaggio di calcemia, fosforemia e PTH. L'ecografia e la scintigrafia possono essere utili nel localizzare una o più paratiroidi patologiche, ma comunque non consentono di stabilire con sicurezza quante ghiandole siano malate.

Come si cura?
La terapia definitiva dell'HPT I è chirurgica e l'obiettivo dell'intervento è quello di rimuovere tutto il tessuto paratiroideo iperfunzionante.
Presso l'Ospedale San Paolo sono attive diverse Unità Operative, oltre a quella di Endocrinochirurgia, con specifiche competenze in tema di iperparatiroidismo, variamente coinvolte in fase diagnostica e terapeutica della malattia: Endocrinologia, Nefrologia, Laboratorio Analisi, Radiologia, Medicina Nucleare ed Anatomia Patologica.
Il lavoro in equipe ha portato a raccogliere una casistica omogenea di 97 pazienti tutti operati e seguiti nel follow up postoperatorio presso la nostra struttura.
In particolare dalla collaborazione con l'Unità di Laboratorio Analisi, è nata una tecnica originale di dosaggio intra-operatorio del PTH, per la verifica dell'adeguatezza dell'intervento chirurgico.
Non essendo possibile stabilire con certezza prima dell'intervento quante ghiandole siano malate, occorre avere a disposizione una procedura, con cui verificare l'avvenuta rimozione di tutto il tessuto patologico.
Il principio della procedura si basa sulla emivita del PTH che è molto breve, di soli 3-4 minuti e, conseguentemente, pochi minuti dopo aver rimosso il tessuto paratiroideo patologico, i valori di PTH si normalizzano.
Questo esame viene in genere eseguito in sala operatoria utilizzando una strumentazione portatile molto costosa, che non è attualmente disponibile presso il nostro Ospedale.
Con la tecnica messa a punto presso il nostro Laboratorio Analisi, il dosaggio intraoperatorio del PTH viene eseguito utilizzando una strumentazione già presente in laboratorio, con costi molto limitati.
Questo il procedimento: dopo l'induzione dell'anestesia, prima di iniziare l'intervento, si esegue un prelievo di sangue da una vena periferica per il dosaggio del PTH basale.
IPERPARATIROIDISMO Successivamente si inizia l'intervento e si ricerca la paratiroide dall'aspetto patologico. La si asporta. Ci si ferma per 10 minuti e si esegue un ulteriore prelievo per il dosaggio del PTH. Le provette vengono inviate al Laboratorio di Analisi Centrale e, nel corso dell'intervento, si esegue il dosaggio. Il risultato viene comunicato all'equipe chirurgica in sala operatoria telefonicamente, entro 25 minuti: se il PTH a 10 minuti dalla rimozione della paratiroide iperfunzionante si è ridotto di almeno il 50% rispetto al valore basale, l'intervento è considerato concluso. In caso contrario, si procede alla ricerca di ulteriore tessuto patologico.

Tutti i 97 pazienti operati con questa metodica sono risultati curati con una stabile normalizzazione dei valori di calcemia, del PTH e nessuna evidenza di recidiva, con costi nettamente inferiori a quelli della tecnica tradizionale del dosaggio dell'ormone in sala operatoria.

Dr.ssa Loredana De Pasquale, Dr.ssa Alessandra Barassi

U.D. Chirurgia Endocrina e Senologica
Direttore Prof.ssa Amelia Bastagli

U.O. Laboratorio di Analisi
Direttore Prof. Gian Vico Melzi d'Eril
Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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