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Giovedì 31 Marzo 2016
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ATTUALITA’ IN TEMA DI CARCINOMA COLON-RETTALE
Il carcinoma colon-rettale è una delle neoplasie più frequenti dei paesi occidentali; non a caso perciò rappresenta la patologia per la quale è stata realizzata la più importante mole di studi scientifici da quando, alla fine del 1800, si è fatta strada la convinzione che la chirurgia potesse esercitare la sua azione terapeutica.
Negli ultimi due decenni la ricerca è stata estremamente vivace e ha permesso di ottenere notevoli progressi consentendo una più efficace lotta alla neoplasia, anche se non ancora tutte le nuove acquisizioni scientifiche sono state trasferite nella pratica clinica.

Particolarmente interessanti sono stati i progressi realizzati in ambito biomolecolare ove si è capito meglio il meccanismo di azione degli ONCOGENI e degli ONCOSOPPRESSORI ed è stata individuata una terza categoria di geni, i cosiddetti MUTATORI; sembra che essi siano coinvolti nella riparazione degli errori che si verificano durante la sintesi del DNA; un loro difettoso funzionamento può pertanto avere come conseguenza un aumento di frequenza delle mutazioni.
I tumori del colon-retto sono il risultato dell'accumulo di lesioni successive riguardanti le tre categorie di geni; ciò determina la crescita progressiva di un clone cellulare in cui tali lesioni si associano.

Le caratteristiche isto-patologiche di molti tumori colici hanno suggerito l'esistenza di una sequenza attraverso la quale dalla mucosa normale si passa alla formazione di lesioni benigne (polipi adenomi), che possono progredire sino al carcinoma in "situ" ed al carcinoma invasivo in grado di metastatizzare.
Sulla base di queste ricerche oggi noi sappiamo che esistono almeno due tipi di carcinoma colon-rettale (CRC) ben definiti. Dr. Carlo Corsi

Il tipo più comune (85%) è conseguenza della degenerazione di un polipo. La prognosi dei pazienti portatori può essere perciò migliorata dallo screening che scopre i polipi precancerosi e ne consente l'asportazione prima della degenerazione.
E' pertanto opportuno che coloro che vengono invitati partecipino allo screening in atto in Regione Lombardia, poiché da ciò può dipendere la eliminazione del rischio individuale.
Circa l'1% di questo tipo di CRC è associato alla Poliposi Adenomatosa Familiare (FAP) che si manifesta quando il paziente ha ereditato una mutazione genetica particolare che si trasmette con carattere dominante.

Il secondo tipo di CRC, rappresentato approssimativamente dal 15% dei casi, deriva dalla perdita della funzione di riparazione. Questi tumori sono abitualmente situati nella parte destra del colon ed hanno una prognosi assai buona, migliore che nel primo tipo. Circa il 10-20% di questo secondo gruppo è correlato ad una predisposizione ereditaria che può essere svelata da esami genetici specifici ma non ancora diffusi in tutti i laboratori di patologia, essendo necessario per la loro esecuzione molto tempo e spese elevate. Non c'è alcun dubbio però che questi studi debbano essere in futuro ubiquitariamente applicati allo scopo di esprimere un adeguato giudizio prognostico sui soggetti malati, ma anche per consentire l'esecuzione di una corretta profilassi nei loro consanguinei.

A proposito di prognosi non possiamo sorvolare su quello che è stato dimostrato essere uno dei fattori determinanti: l' ESPERIENZA DEL CHIRURGO. Una grande mole di lavori scientifici ha evidenziato con estrema sicurezza che essa è in grado di influenzare il tasso di recidiva locale e quello di sopravvivenza a distanza. Le molte evidenze confermano quanto già noto in passato che la qualità dei risultati dipende dal numero dei casi trattati cui è strettamente legata l'abilità del chirurgo.
Da ciò la necessità di strutture e chirurghi dedicati cui convergano non occasionalmente i pazienti che debbono essere curati.

Questo orientamento è ormai consolidato in molti grandi Paesi ed anche grazie ad esso è stato possibile ridurre progressivamente il numero di enterostomie permanenti tristemente elevato in passato, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Nella nostra Azienda Ospedaliera da tempo è in atto una politica orientata alla definizione di aree chirurgiche differenziate per patologia in cui, pur senza esclusività, affluiscano specifiche malattie. La U.O. di Chirurgia 1, da me diretta, ha assunto negli anni un orientamento prevalente verso la chirurgia gastroenterologica e colon-rettale, è pertanto organizzata per effettuare trattamenti per patologie neoplastiche e non neoplastiche dell'apparato corrispondente, avvalendosi efficacemente anche delle moderne tecniche laparoscopiche.

Dr. Carlo Corsi
Direttore Dipartimento di Chirurgia
Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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