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LA PREVENZIONE DELL’ICTUS CEREBRALE ISCHEMICO: LA CHIRURGIA DELLA CAROTIDE
Il 25 novembre, presso la sala Conferenze dell'Ospedale San Paolo, si è tenuto il convegno "La chirurgia della carotide nella prevenzione dell'ictus cerebrale ischemico". Il convegno è stato organizzato dal Prof. Giorgio Ghilardi, che dal 1997 ha portato nel nostro Ospedale la chirurgia della carotide.
Il convegno è stato aperto dagli interventi del Prof. Roberto Scorza, Direttore del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche, della Prof.ssa Anna Maria Di Giulio, Direttore del Dipartimento Universitario del San Paolo, e dalla Dott.ssa Maura Lusignani, Responsabile del SITRA, che hanno sottolineato come il convegno, indirizzato a medici specialisti, medici di medicina generale e infermieri, abbia avuto un notevole successo di pubblico e sia stato voluto per chiudere con un evento di elevato contenuto scientifico l'anno dedicato all'ictus.

Immagine ecocolordoppler di placco carotidea I relatori, molto apprezzati da un uditorio attento e stimolante, hanno presentato i diversi aspetti dell'ictus cerebrale ischemico, terza causa di morte in Italia, con un taglio pratico derivato dalla grande competenza acquisita in questi dieci anni dal gruppo coordinato dal Prof. Ghilardi.
Il punto di vista del medico di medicina generale, primo attore coinvolto nell'affrontare sia la malattia conclamata che gli aspetti legati alla prevenzione, è stato esposto con una brillante relazione dal Dott. Paolo Spriano, che ha, tra l'altro, sottolineato l'importanza dell'attenzione al problema ischemia cerebrale nel processo decisionale che il MMG deve seguire, soprattutto in funzione della prevenzione, indicata come suo compito primario. Il Dott. Spriano ha anche illustrato due progetti in essere, che coinvolgono i MMG: il progetto PRESTO (che studia l'organizzazione della fase preospedaliera ed i rapporti ospedale - territorio nell'ictus) ed il progetto SECC1 (che coinvolge i MMG nello screening ecografico delle stenosi carotidee all'interno delle unità di cure primarie).

La Dott.ssa Cristina Motto, neurologa, ha illustrato l'epidemiologia dell'ictus ischemico e l'intervento terapeutico dopo il ricovero ospedaliero, riportando le più recenti acquisizioni scientifiche.
Alla Dott.ssa Maria Luisa Biondi, medico di biochimica clinica e particolarmente esperta di biologia molecolare, è spettato il compito di illustrare il ruolo svolto dal nostro Ospedale e dalla Università nella ricerca sulle interazioni tra genomica e stenosi carotidea. I risultati raggiunti hanno meritato al gruppo di ricercatori del Polo San Paolo numerosi riconoscimenti internazionali, che lo collocano tra i più autorevoli al mondo.

Gli aspetti assistenziali infermieristici sono stati trattati dall'Infermiera Chiara Valbusa, con la competenza e la chiarezza di chi vive quotidianamente a contatto con pazienti delicati ed estremamente bisognosi di sostegno sia in fase acuta (soccorso, trasporto, accoglienza), sia in fase cronica (ospedalizzazione, dimissione, invio a domicilio o in RSA).

La riabilitazione è un cardine della terapia dell'ictus, e deve essere intrapresa al più presto con intensità, come ha sottolineato la Dott.ssa Rossella Pagani, dell'U.O. Riabilitazione.
Le possibilità di diagnosi precoce delle stenosi carotidee sono state illustrate da due relazioni: il Dott. Federico Massaro, chirurgo vascolare, ha parlato della diagnostica con ultrasuoni (ecocolordoppler) ed il Dott. Nicola Flor, radiologo, ha mostrato una ricca iconografia originale (TAC, RNM).

Angio TC carotidea che dimostra la complessa anatomia carotidea e la placca aterosclerotica Il complesso ruolo del neurologo in questa chirurgia è stato affrontato, in un articolato intervento, dalla Dott.ssa Nicoletta Massetto, che ha parlato del reclutamento dei pazienti, della indicazione alla chirurgia e della valutazione del rischio neurologico. Il delicato momento del monitoraggio intraoperatorio caratterizza l'impegno del neurologo, a cui è anche affidato il compito della valutazione dei risultati immediati e a distanza dell'intervento chirurgico di prevenzione. La Dott.ssa Cristina Saetti, neurologa, ha illustrato le particolari condizioni neuropsicologiche di questi pazienti e gli effetti favorevoli sulle capacità cognitive che la rivascolarizzazione carotidea esercita nei pazienti studiati prospetticamente nel nostro Ospedale.

Gli aspetti legati alla organizzazione della sala operatoria e della recovery room, ed alla scelta e conduzione della anestesia, sia locale che generale, sono stati affrontati, per le diverse competenze, dalla Infermiera Barbara Baldi, strumentista, e dai Dott. Thomas Denkewitz e Marina Bissi, anestesisti. Questi ultimi hanno in particolare illustrato il protocollo di anestesia studiato e sviluppato al San Paolo, che permette di affrontare la chirurgia della carotide con un margine di sicurezza per il paziente decisamente superiore alla media.
Il significato della chirurgia della carotide per la prevenzione dell'ictus cerebrale ischemico è stato illustrato dal Dott. Marco De Monti, chirurgo vascolare, sulla scorta delle evidenze scientifiche ormai consolidate da più di cinquanta anni di storia della chirurgia carotidea: questi interventi sono stati sottoposti a verifiche statistiche nel corso degli ultimi trenta anni, al termine dei quali non esiste più alcun ragionevole dubbio sulla loro efficacia preventiva.

Il Dott. Fabio Longhi, chirurgo vascolare esperto di chirurgia endovascolare, ha riferito sullo stato degli studi che controllano i risultati delle tecniche endovascolari.
Il Prof. Giorgio Ghilardi ha poi spiegato quali sono le tecniche chirurgiche attualmente utilizzate, sia per la chirurgia aperta che per la chirurgia endovascolare. Il Prof. Ghilardi ha anche mostrato un filmato, attraverso cui ha portato alla diretta visione della platea la tecnica originale con la quale sono trattati questi pazienti al San Paolo. Grazie all'impegno del gruppo multidisciplinare che cura questa chirurgia, sono stati eseguiti oltre 550 interventi sulla carotide, con un tasso di complicanze dell'1,7%, uno dei migliori risultati riferiti al mondo, con il pregio quasi unico, come ha sottolineato il Prof. Ghilardi, di essere certificato da un sistema di controllo di qualità del tutto indipendente.

Infine, l'Infermiere Luca Re ha fatto il punto sugli aspetti assistenziali postoperatori particolari per questi pazienti.
Al termine della giornata, è emerso il vasto e approfondito bagaglio di conoscenze originali e multidisciplinari che sono state accumulate in questi anni dal gruppo di specialisti e di infermieri organizzati e integrati dal Prof. Ghilardi. L'elevato grado di organizzazione raggiunto al San Paolo è senza dubbio la carta vincente che rende questa chirurgia uno strumento efficace e sicuro di prevenzione dell'ictus ischemico ed un fiore all'occhiello, di cui il nostro Ospedale può a ragione andare orgoglioso.

Prof. Giorgio Ghilardi
Prof. Roberto Scorza
Direttore Dipartimento di Chirurgia Spec.
Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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