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Giovedì 31 Marzo 2016
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U.O. di Urologia del San Paolo
L'urologia tra le specialità chirurgiche è stata protagonista negli ultimi 20 anni di una profonda trasformazione. Le ragioni vanno ricercate nell'innovazione tecnologica che ha promosso l'orientamento verso metodiche chirurgiche sempre meno invasive, nella disponibilità di strumenti di diagnosi precoce sempre più precisi ed infine nell'allungamento della vita media che richiede sempre più spesso interventi che ne migliorino la qualità.
Esempi evidenti di questo mutamento sono le modalità di trattamento della calcolosi renoureterale e le applicazioni della laparoscopia in chirurgia urologica. L'U.O. di Urologia del nostro Ospedale si distingue in entrambi questi campi a livello clinico, didattico e di ricerca. La disponibilità di fondi provenienti da cospicue donazioni al Dipartimento Universitario e la lungimirante collaborazione della Direzione Stratregica dell'A.O. San Paolo hanno permesso in questi ultimi tre anni di dotare l'U.O. di Urologia di strumenti endoscopici tra i più aggiornati: in particolare disponiamo di una catena televisiva di elevata qualità di endoscopi rigidi e flessibili per l'accesso alle cavità renali per via percutanea o per via retrograda risalendo lungo l'uretere, di strumenti erogatori di energia capaci di frammentare ed aspirare i calcoli.
Il litotritore extracorporeo già in dotazione al nostro Ospedale dal 2002 può risolvere solo una parte delle urolitiasi : per quanto riguarda la calcolosi renale, volendo accettare le indicazioni delle linee guida della Societa Europea di Urologia, i calcoli di diametro superiore ai 2 cm debbono trovare una alternativa terapeutica e lo stesso dicasi per la calcolosi ureterale resistente al trattamento extracorporeo o complicata da ureteroidronefrosi od infezione. Abbiamo quindi introdotto la nefrolitotomia percutanea, tecnica che prevede la creazione di un accesso preciso eseguito sotto guida ecografica e controllato radiologicamente, attraverso la parete lombare ed il parenchima renale che consente l'inserimento nelle cavità renali di strumenti endoscopici rigidi o flessibili che posseggono canali operativi attraverso i quali vengono portati a diretto contatto del calcolo - a seconda della sua durezza - sonde meccaniche, ultrasoniche o laser che lo polverizzano o lo frammentano.
L'intervento endoscopico ha praticamente sostituito l'intervento chirurgico tradizionale che comportava accessi alla parete lombare ed al parenchima renale altamente invasivi. Disporremo, in un futuro molto prossimo, di un sofisticato videoureteroscopio flessibile del diametro di soli 3 mm che, ottenendo una chiarissima immagine elettronica e non più ottica (come quella delle camere digitali), permetterà di trattare la calcolosi renale per via retrograda, risalendo cioè lungo l'uretere, evitando l'accesso attraverso la parete lombare ed il parenchima renale. Queste aggiornate tecniche di litotrissia hanno proposto il San Paolo come centro di riferimento per i casi più complessi di calcolosi provenienti da molti ospedali lombardi ed extraregionali ed attualmente vengono eseguiti circa 80 interventi per anno. Naturalmente gli accessi dei pazienti per calcolosi renoureterale sono numericamente molto superiori e ciò ha sviluppato e svilupperà interessanti relazioni all'interno del nostro Ospedale con la Chirurgia Endocrina diretta dalla prof. Bastagli per la risoluzione dei casi di iperparatiroidismo, con la Nefrologia diretta dal prof. Brancaccio per l'inquadramento metabolico dei pazienti, con la Medicina II diretta dal prof. Pontiroli per l'approccio dietologico.
Altra tecnica chirurgica che abbiamo recentemente introdotto è la laparoscopia per l'esecuzione delle nefrectomie radicali per neoplasia parenchimale od uroteliale e per il trattamento chirurgico delle masse surrenaliche funzionanti e non. Questo progetto ha richiesto per essere sviluppato un notevole impegno dell'équipe chirurgica, la frequenza a corsi internazionali, la pratica giornaliera su simulatori e soprattutto la collaborazione con l'Università di Torino che ha inviato un amico e collega che in qualità di Tutor ha guidato e corretto i primi interventi consentendo un più rapido e sicuro apprendimento della tecnica. Questo investimento ci ha permesso di trasformare in interventi minimamente invasivi gli accessi demolitivi all'alto apparato urinario con notevole sollievo dei pazienti e di creare ancora una volta preziose collaborazioni all'interno del nostro Ospedale con la Chirurgia Endocrina e con il Centro Studi dell'Ipertensione diretto dal prof. Morganti. I progetti futuri, se condivisi e supportati dalla Direzione Strategica, estenderanno il trattamento laparoscopico ad altre patologie come la neoplasia prostatica e la neoplasia vescicale.

prof. Emanuele Montanari
Direttore U.O. Urologia
Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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