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8 Marzo: la Seconda Giornata Mondiale del Rene e la prevenzione delle malattie renali
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L'8% della popolazione mondiale è affetto da malattie renali. I fattori di rischio che possono colpire la funzione renale sono molteplici, includendo fattori ambientali, patologie metaboliche, autoimmuni, cardiovascolari, infettive o urologiche. Le malattie che colpiscono acutamente i reni sono spesso gravi ma comportano una precoce comparsa di sintomi che conducono ad una rapida diagnosi e all’inizio delle terapie. In altri casi il danno renale si instaura lentamente nel corso degli anni senza dare, apparentemente, segni eclatanti di sé.
Il perpetuarsi di un simile danno comporta un progressivo esaurimento della funzione renale, che diviene poi irreversibilmente compromessa giungendo allo stadio di “insufficienza renale cronica” (IRC). Volendo immaginare la funzione renale di un individuo come un tesoro prezioso, potremmo dire che ogni peggioramento cronico della funzione renale corrisponde al furto definitivo di una quota del patrimonio. In molti casi le fasi iniziali di IRC sono asintomatiche e alquanto insidiose perché depauperano il “tesoro” senza che il soggetto possa esserne consapevole. In seguito, una volta iniziati i sintomi e divenuti tardivamente consapevoli della malattia, si può intervenire solo per rallentare la progressione di un danno renale già moderatamente avanzato senza poter farlo regredire. Purtroppo i fattori di rischio che più comunemente colpiscono la funzione renale con tanta insidia sono estremamente diffusi nel mondo occidentale: età avanzata, ipertensione arteriosa, diabete, sovrappeso, obesità, dislipidemia e fumo di sigaretta. La grande diffusione di tali fattori di rischio, che dipendono in gran parte dallo stile di vita occidentale, è valso loro il nome di “Malattie pandemiche del terzo Millennio”.
Con l’eccezione dell’età, però, i restanti fattori di rischio accompagnano il demerito della propria nefro-tossicità con il grande merito dell’essere modificabili. Molto possono fare i medici e i pazienti stessi per prevenire e curare l’ipertensione arteriosa (pressione arteriosa > 140/90 mmHg), il diabete, l’obesità, la dislipidemia e per diffondere l’astensione dal tabagismo. La responsabilità di intervenire su questi fattori di rischio è importante e deve essere condivisa tra mondo medico e popolazione generale specialmente alla luce della dimensione socio-economica della IRC.
La Federazione Internazionale delle Fondazioni del Rene (IFKF) è impegnata nella diffusione della consapevolezza della popolazione generale dei paesi industrializzati nei confronti del danno renale cronico per attirare l’attenzione sulla necessità di una diagnosi precoce e della prevenzione della IRC. La Fondazione Italiana del Rene ONLUS (FIR) è la rappresentante italiana della IFKF.
Già nel 2005 la FIR ha condotto, in collaborazione con l’U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale San Paolo, una campagna di informazione sanitaria in 11 piazze italiane reclutando 3757 passanti. I dati hanno mostrato un’elevata prevalenza di ipertensione arteriosa (39%) e di pre-ipertensione (pressione arteriosa compresa tra 120/80 mmHg e 140/90 mmHg) (43%), un elevato numero di soggetti inconsapevoli di essere ipertesi e una rilevante inadeguatezza della terapia anti-ipertensiva sia nei soggetti sani che nei pazienti diabetici.
Il progetto FIR 2005 ha incluso la raccolta di un campione di urine estemporaneo. L’esame delle urine è infatti un momento fondamentale nella diagnosi di un danno renale. La presenza di proteine nelle urine (proteinuria) anche in piccole quantità, è uno dei primissimi segnali di malattia renale e dovrebbe indirizzare il medico di base verso la ricerca delle cause del danno renale e della loro terapia. L’esame più accurato per la ricerca di proteinuria anche di piccola entità (microalbuminaria) deve essere eseguito sulle urine raccolte nelle 24 ore e i pazienti ipertesi, diabetici, obesi o affetti da altre patologie cardiovascolari dovrebbero controllare questo esame almeno 2 volte all’anno con il proprio medico curante. La proteinuria, però, non è importante solo nei pazienti ipertesi, diabetici o obesi. Recenti studi hanno dimostrato come la presenza di proteinuria si associ a un aumentato rischio di IRC e di eventi cardiovascolari anche in soggetti apparentemente sani. Il dosaggio della proteinuria dovrebbe quindi essere una parte dello screening di routine della funzione renale. Nel progetto FIR 2005 sono stati eseguiti gli stick urinari su campioni di urine estemporanei. Nonostante lo stick urinario sia molto meno accurato nel dosaggio della proteinuria delle 24 ore, è stata osservata una elevata prevalenza di proteinuria > 30 mg/dl nel 14% dei soggetti di cui il 9% non era affetto da ipertensione, né da diabete né da obesità.
L’esperienza della FIR ha confermato la nota mancanza di consapevolezza della popolazione in merito ai fattori di rischio per IRC, l’elevata prevalenza di anomalie urinarie misconosciute e la diffusione di terapie spesso subottimali.
La Federazione Internazionale delle Fondazioni del Rene (IFKF) ha indetto la 2a Giornata Mondiale del Rene per l’8 Marzo 2007.
In questa occasione la FIR Onlus ha allestito 65 postazioni sul territorio nazionale per sensibilizzare la popolazione verso la prevenzione e la cura della IRC, offrendo un controllo estemporaneo della pressione arteriosa e dell’esame delle urine. L’U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale San Paolo ha diretto la postazione di P.zza Cordusio nella nostra città, reclutando 224 passanti.
I soggetti affetti da ipertensione o diabete mal controllati o risultati affetti da anomalie urinarie sono attualmente seguiti in regime ambulatoriale presso l’Ospedale San Paolo per approfondimenti diagnostico-terapeutici.
L’8 marzo 2007 sono stati arruolati più di 8000 soggetti su tutto il territorio nazionale.
L’analisi dei dati raccolti, guidata dall’U.O. di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale San Paolo, fornirà ulteriori informazioni riguardo alla stato attuale dei fattori di rischio per l’IRC e all’efficacia della campagna di prevenzione condotta sul territorio. L’enorme adesione espressa dalla popolazione italiana durante l’8 marzo 2007 ha dimostrato che la celebrazione di questa giornata ha costituito, e costituirà nelle prossime edizioni, una valida opportunità per diffondere una nuova cultura sulla malattia del rene, un tempo erroneamente ritenuta una patologia rara, e richiamare l’attenzione della classe medica e dell’opinione pubblica sulla gravità di questa patologia e sulla possibilità di un’efficace azione preventiva contro l’IRC.

dr. Andrea Galassi, dr. Mario Cozzolino - U.O.Nefrologia e Dialisi - Direttore prof. Diego Brancaccio


Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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