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Giovedì 31 Marzo 2016
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LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA
Il cancro della mammella è un problema umano di grande rilievo con i suoi 999.000 nuovi casi all'anno di cui 35.000 nel nostro paese dove, a fronte di un incremento annuo del 2%, i tassi di sopravvivenza sono aumentati del 6,5%. Il rischio di sviluppare La malattia varia notevolmente in relazione all'età con un progressivo aumento di incidenza fino ai 50 anni, un plateau tra i 50 ed i 70 ed una risalita dopo i 70. L'età è il più importante fattore di rischio di contrarre la malattia e si capisce come a fronte di un invecchiamento della popolazione sia giustificato l'incremento nel numero di donne che si ammalano di cancro alla mammella.
Noi oggi non siamo in grado di esercitare una prevenzione primaria del cancro della mammella ma disponiamo di armi che ci consentono una diagnosi tempestiva di lesioni ancora molto piccole, talora non apprezzabili con la palpazione, a prognosi migliore rispetto ai tumori di dimensioni maggiori e che possono essere trattate con tecniche chirurgiche conservative.
Nel corso degli ultimi 40 anni la chirurgia per il tumore al seno ha subito una evoluzione verso tecniche sempre meno invasive che, pur garantendo gli stessi risultati in termini di sopravvivenza degli interventi classici di mastectomia, presentano risultati estetici infinitamente superiori. Questi interventi di asportazione parziale della ghiandola e le moderne possibilità di chirurgia plastica ricostruttiva riducono la sofferenza delle donne che affrontano l'intervento con maggior serenità.
È quindi particolarmente importante che si arrivi ad una diagnosi tempestiva quando cioè le dimensioni del tumore siano ancora tali da consentire l'approccio conservativo. In una prima fase diagnostica è fondamentale il ruolo del medico di medicina generale cui spetta il compito di sensibilizzare le donne affinché aderiscano ai programmi di screening o si sottopongano comunque a periodici controlli clinici e strumentali con particolare attenzione nei confronti di quelle che presentano un elevato rischio per il tumore della mammella.
Successivamente all'azione sinergica di tutti gli operatori coinvolti nelle diverse fasi diagnostiche e terapeutiche della malattia và il merito della riduzione significativa di mortalità per cancro della mammella che si è registrata negli ultimi anni nel nostro paese.

Tuttavia i risultati di una corretta gestione della malattia non si misurano soltanto in termini di sopravvivenza ma anche di qualità della vita, del reinserimento sociale e dei rapporti affettivi della donna operata. Il raggiungimento di questi risultati è legato alla capacità dell'équipe medica e infermieristica di far percepire alla donna di essere al centro dell'attenzione come persona e di sapere comunicare con lei e con la sua famiglia.
Tenendo ben presente il diritto della donna ad una completa e corretta informazione sulla sua malattia, sul programma terapeutico e sulla prognosi, è necessario che questa venga fornita con attenzione, sensibilità e rispetto per l'inevitabile coinvolgimento emotivo che la malattia comporta.
San Paolo @ campus ha voluto dedicare un numero monotematico alle attività di diagnosi e cura del tumore del seno che si svolgono nel nostro Ospedale: dalla presa in carico della paziente al suo accesso in un ambulatorio dedicato, ad un programma diagnostico con percorsi preferenziali, all'intervento chirurgico nelle sue fasi demolitiva e ricostruttiva, alla terapia adiuvante eventualmente indicata e, dove necessaria, alla assistenza psicologica della donna e dei suoi famigliari.

prof.ssa Amelia Bastagli - Direttore U.D. Chirurgia Endocrina e Senologica


Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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