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Giovedì 31 Marzo 2016
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Lo Screening Mammografico: un grande aiuto per la donna
Caratteristiche di un programma di screening

Uno screening è un programma di Sanità Pubblica che consiste nell'invito attivo a sottoporsi ad un test, rivolto a tutti i componenti di una popolazione definita, per individuare, tra le persone sane, quelle che sono già portatrici di segni diagnosticabili di una data malattia che non si è ancora manifestata clinicamente, al fine di avviarle precocemente ad un trattamento efficace.
Requisiti di un programma di screening sono l'accuratezza (il test deve produrre pochi falsi positivi e pochi falsi negativi) e l'efficacia (il trattamento della malattia in uno stadio precoce deve modificarne positivamente gli esiti rispetto al trattamento dei pazienti identificati sulla base di segni e sintomi).
Vi sono anche dei possibili effetti negativi di un test di screening come ansia ingiustificata (falsi positivi al test), falsa rassicurazione (falsi negativi al test), sovradiagnosi e sovratrattamento. La partecipazione agli screening è l'esercizio di un diritto che richiede piena consapevolezza per cui l'invito a sottoporsi al test deve comprendere informazioni sui possibili rischi e benefici della partecipazione al programma di screening; sono quindi molto rilevanti gli aspetti comunicativi.

Lo screening mammografico

E' stato dimostrato che, sottoponendo la popolazione femminile di età superiore ai 50 anni ad un controllo mammografico periodico, la mortalità per neoplasia mammaria diminuisce in modo consistente e significativo (circa del 35%) grazie ad un trattamento più efficace se applicato in fase precoce.
In Italia, Paese in cui ogni anno si registrano circa 30.000 nuovi casi di tumore della mammella, negli ultimi trent'anni il controllo della mortalità è stato fatto tramite un intervento sistematico di diagnosi precoce (prevenzione secondaria), lo screening mammografico.
La prima evidenza dell'efficacia di uno screening mammografico si è avuta negli anni settanta negli USA. In Italia il primo screening è stato condotto anch'esso negli anni '70, a Firenze, con una popolazione bersaglio di 33.000 donne.
Negli anni il numero di screening avviati nelle regioni italiane è notevolmente aumentato. A Milano l'89,8% delle donne esegue la mammografia: il 55 % usufruisce di un accesso programmato (screening), il 34,8 % di un accesso spontaneo. Di queste ultime il 19,8 % si rivolge alle strutture ambulatoriali convenzionate, il 5% agli ambulatori della Lega Tumori e il 10% all'attività privata.
A Milano, dopo un piccolo screening rivolto al bacino d'utenza dell'Ospedale San Paolo condotto nel 1992, è iniziato, alla fine del 1999, un programma di screening esteso a tutta la città, promosso dalla ASL, valido a tutt'oggi, al quale partecipano otto Centri (Azienda Ospedaliera San Paolo, Istituti Clinici di Perfezionamento, Istituto Auxologico Italiano, Istituto Europeo di Oncologia, Ospedale Fatebenefratelli, Ospedale Luigi Sacco, Ospedale San Giuseppe, Fondazione Maugeri).

Caratteristiche dello screening di Milano

• Il test di screening di scelta è la mammografia;
• Tutte le donne di età compresa tra 50 e 69 anni ricevono a casa, ogni due anni, una lettera d'invito a partecipare al programma di screening con appuntamento prestabilito (che può essere comunque modificato);
• Sono escluse dallo screening le donne con protesi e le donne già sottoposte ad interventi per tumore mammario;
• Tutte le fasi dell'esame devono seguire le linee guida europee per lo screening mammografico;
• Controlli di qualità delle apparecchiature vengono eseguiti da fisici sanitari dedicati;
• I tecnici esecutori devono seguire appositi corsi;
• Tutti i radiologi dediti allo screening devono sottoporsi a test di idoneità e devono attenersi a particolari criteri diagnostici;
• Gli esami vengono letti “in doppio cieco” da due medici Radiologi;
• La negatività del test viene comunicata direttamente via Postel;
• Le pazienti con esami dubbi vengono richiamate per accertamenti di II livello (esame clinico, ecografia, agoaspirato);
• I casi positivi vengono richiamati perché deve essere loro comunicata personalmente dal medico radiologo la positività del test e per completamento delle indagini.

Risultati dello screening Milano

Il programma è iniziato nel novembre 1999, il primo round è stato completato nel marzo 2002, il secondo round nel marzo 2004, il terzo round è ancora in corso. Nei primi cinque anni di attività 123.000 donne sono state esaminate almeno una volta, 70.775 due volte, 10.500 tre volte.
Più di 15.000 sono stati i richiami per approfondimenti e più di 1.400 i carcinomi asintomatici identificati. L'adesione allo screening è stata del 55 %.

Lo screening all'Ospedale San Paolo

Tutti i pomeriggi dalle ore 15.30 in poi, due Tecnici di Radiologia dedicati eseguono le mammografie di screening dopo aver fatto una breve anamnesi alle pazienti. Tutte le mammografie eseguite vengono successivamente valutate da tre Radiologi esperti, in doppio cieco.
Le pazienti con mammografia dubbia o positiva vengono invitate per approfondimenti in un giorno a loro appositamente dedicato (il martedì) in cui vengono eseguiti esame clinico, radiogrammi supplementari, ecografia, eventuale agoaspirato.
Le pazienti che devono essere sottoposte ad intervento chirurgico sono inviate, con percorso preferenziale, all'ambulatorio di senologia del nostro ospedale.
Dall'inizio del programma alla fine del 2005 nel nostro Centro sono state eseguite un totale di 40.658 mammografie. Sono stati fatti 3.150 richiami. Alla fine del 2000 erano stati identificati 56 tumori con detection rate al primo passaggio pari all'8,9%.
Nel 2006, su un totale di 7.067 donne, 32 sono risultate positive per carcinoma. La detection rate, alta al primo round (molti casi di tumore scoperti con lo screening) si riduce progressivamente ai passaggi successivi (pochi casi perché la popolazione in esame ha, per la maggior parte, già partecipato allo screening negli anni precedenti).
L'adesione al programma, in particolare nel nostro Centro, è aumentata con il passare degli anni.
Il tasso di adesione al terzo round dimostra che il gradimento dell'iniziativa è alto e non sono rare le manifestazioni di stima da parte delle nostre pazienti.

dr.ssa Rosanna Rizzato - Responsabile U.S. di Radiologia Senologica - prof. Gian Paolo Cornalba - Direttore Dip. Servizi Diagnostici


Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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