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Giovedì 31 Marzo 2016
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Diagnostica Senologica
Le principali tecniche usate in diagnostica senologica sono mammografia, ecografia e risonanza magnetica.

Mammografia
La mammografia è l'esame più importante in diagnostica senologica. Permette di studiare la mammella in tutta la sua completezza, ha sensibilità e specifità molto elevate soprattutto nelle mammelle non dense, è di facile esecuzione e ha un costo non elevato.
Può essere eseguita con le tradizionali apparecchiature analogiche o con le più recenti apparecchiature digitali che, oltre a migliorare la qualità delle immagini, permettono di ridurre la dose di radiazioni alla mammella peraltro già molto modesta.
La mammografia viene eseguita sempre in almeno due proiezioni con proiezioni aggiuntive se necessarie. Alle donne di età compresa tra i 40 e i 50 anni si consiglia l'esecuzione della mammografia ogni 12-18 mesi. Alle donne di età superiore ai 50 anni si consiglia una mammografia almeno ogni due anni.
Nelle donne giovani con mammella densa è più indicata l'esecuzione di ecografia come primo esame con successivo eventuale completamento mammografico.
La mammografia permette di riconoscere le microcalcificazioni, molto importanti in patologia mammaria, difficilmente evidenziabili con altre metodiche.
Importante è anche l'impiego di alcuni accessori del mammografo che permettono la centratura di lesioni non palpabili.
Con la stereotassi può essere determinata l'esatta posizione di una lesione e possono quindi essere fatti, nella sede opportuna, prelievi citologici o istologici.
Altro accessorio importante è il lettino, appositamente studiato per prelievi istologici con sonda mammotone, che permette l'esecuzione, in stereotassi, di prelievi in pazienti in posizione prona, con mammella appositamente contenuta in un foro attraverso il quale può essere eseguito il prelievo bioptico.
La sonda mammotone, con aghi di 11-14 gauge muniti di particolare finestra e di sistema apposito di aspirazione, permette di prelevare con un'unica introduzione dell'ago 10-12 frustoli di tessuto utili per la diagnosi. Questo metodo è importante soprattutto nel caso di microcalcificazioni sospette, non palpabili né visibili ecograficamente.

Ecografia mammaria
L'ecografia mammaria è un esame di facile esecuzione che deve essere utilizzato come primo esame nelle donne molto giovani e nelle donne in gravidanza.
Viene poi utilizzato regolarmente come esame complementare alla mammografia della quale incrementa l'accuratezza diagnostica (sensibilità fino al 90%, specificità fino al 98%).
Serve inoltre come guida nelle procedure interventistiche. L'impiego del color e power Doppler fornisce informazioni aggiuntive utili per la diagnosi.
Attualmente possono essere usati anche mezzi di contrasto ecografici per lo studio della vascolarizzazione delle lesioni. Di recente è stata introdotta la metodica elastosonografica; con particolari sonde viene studiata l'elasticità dei tessuti, diversa a seconda delle patologie.

Risonanza Magnetica
La Risonanza Magnetica è una tecnica da impiegare solo come integrazione della mammografia e dell'ecografia.
Viene utilizzata nella valutazione di mammelle di difficile interpretazione alle tecniche tradizionali, quando vi è discrepanza tra diversi approcci diagnostici, nelle donne con protesi, nella ricerca di carcinoma occulto quando gli esami tradizionali sono negativi, in associazione agli esami tradizionali nello studio di donne a rischio genetico o elevato rischio familiare per carcinoma mammario e nel follow-up della mammella sottoposta a chirurgia conservativa e/o radioterapia qualora gli esami tradizionali pongano dubbi tra recidiva e cicatrice.

dr.ssa Rosanna Rizzato - Responsabile UF di Radiologia Senologica - prof. Gian Paolo Cornalba - Direttore Dip. Servizi Diagnostici


Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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