Logo Ao San Paolo
Giovedì 31 Marzo 2016
Benvenuto
PRENDERE IN CURA E INSEGNARE A CURAREVia A. Di Rudinì, 8 20142 MILANO - tel. 02/8184.1 - P. IVA 09321970965   
Il San Paolo 
- Chi siamo
- La storia
- La nostra Mission
- Visita l'Ospedale
- Filmati Aziendali
- Giornale Aziendale
- Direzione Strategica
- Collegio dei Sindaci
- Nucleo valutazione delle prestazioni
- Organismo di vigilanza codice etico comportamentale aziendale
Informazioni UtiliInformazioni Utili 
- Informazioni generali
- Dove siamo
- Orari sportelli
- Modalità di prenotazione
- Richiedi la tua
documentazione clinica

- La vita in reparto
- Numeri telefonici utili
- Servizi a Voi dedicati
- Carta dei servizi
- Carta dei Servizi Punto Nascita
- U.R.P. e U.P.T.
- Stampa & Comunicazione
- Elenco Siti tematici
Logo UrpUfficio Relazioni con il Pubblico
Ambulatorio Counseling Educazione Sanitaria
News
L’evoluzione della chirurgia mammaria
Nella seconda metà del secolo scorso - detto così sembra un tempo tanto lontano e invece questa è una storia che riguarda la nostra generazione - alcuni ricercatori si sono chiesti se il cancro della mammella fosse da considerarsi una malattia locale o una malattia sistemica.
Il comportamento clinico della malattia risultava infatti variabile e per molti versi imprevedibile: alcune pazienti dopo la mastectomia non sviluppavano metastasi a distanza, altre con metastasi ai linfonodi ascellari non presentavano successivamente diffusione ematogena della neoplasia, altre ancora con linfonodi ascellari indenni all'atto della diagnosi sviluppavano metastasi a distanza e infine altre pazienti presentavano metastasi sia ai linfonodi locoregionali che a distanza.
Nel corso degli anni studi clinici, morfologici, biologici, immunologici, endocrini e genetici hanno consentito la raccolta di una serie di informazioni in parte già clinicamente utilizzabili, in parte raccolte e catalogate con l'obiettivo di correlare questi dati con le caratteristiche di comportamento clinico della malattia. Dalle prime osservazioni sulla variabilità di tale comportamento alcuni ricercatori misero in discussione l'opportunità di insistere nella ricerca di una radicalità locoregionale sottoponendo le pazienti ad interventi grandemente demolitori, ed ipotizzarono di ottenere gli stessi risultati con l'utilizzo di tecniche chirurgiche meno invasive.

La correttezza di questa ipotesi è stata verificata da studi randomizzati che hanno definitivamente confermato che per tumori della mammella di piccole e medie dimensioni i risultati in termini di sopravvivenza dopo interventi demolitori e conservatori erano sovrapponibili.
E' iniziata così l'era della chirurgia conservativa con risparmio di gran parte della ghiandola mammaria e dei muscoli pettorali limitando la asportazione al quadrante mammario sede della neoplasia.
A parità di risultati la tecnica conservativa presenta risultatiestetici e funzionali molto soddisfacenti e oggi è l'intervento più diffusamente utilizzato nel mondo per il trattamento del cancro della mammella di dimensioni non superiori ai 2 cm.

Un' alternativa per le pazienti con mammelle molto piccole in cui la quadrantectomia non darebbe i risultati estetici attesi è la asportazione della ghiandola con conservazione della cute sovrastante e posizionamento immediato di una protesi.
Anche nei casi in cui le dimensioni del tumore o la sua estensione locale controindichino la chirurgia conservativa, l'indicazione alla mastectomia totale viene proposta alla donna contemporaneamente alle informazioni sulle possibilità di ricostruzione della mammella così da rendere più accettabile l'intervento radicale.

Infine coerentemente con la tendenza conservativa della chirurgia mammaria è stata ipotizzata e documentata la possibilità di soprassedere alla asportazione dei linfonodi ascellari nei casi in cui il linfonodo sentinella si presenti libero da metastasi. In conclusione per ogni paziente viene studiato un trattamento chirurgico personalizzato che nel rispetto delle prioritarie esigenze di radicalità oncologica sia eseguito nel massimo rispetto dei risultati estetici e funzionali.
Il ruolo della chirurgia è sicuramente il momento fondamentale nella cura del cancro della mammella ma è solo un momento nel più complesso iter terapeutico della malattia al cui completamento sono affidate le speranze di guarigione definitiva.

prof.ssa Amelia Bastagli - Direttore U.D. Chirurgia Endocrina e Senologica


Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

Torna all'elenco
Powered by Sanihelp.it - Salute e Benessere 469 
Health Promotion Hospital
Health Promoting Hospital
Informativa sulla privacy Intranet Aziendale Admin
Admin