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Giovedì 31 Marzo 2016
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C'è un problema... chiama l'anestesista
"…Mi chiamo Luca Gaboardi, ho quarantacinque anni e faccio il medico. Non un medico qualsiasi, faccio l'intensivista, il rianimatore, che altro non è se non un modo sublimato per dire che faccio l'anestesista: perché se dici che fai l'anestesista sembri solo quello che fa dormire la gente…."
Così Marco Venturino, autore di "Cosa sognano i pesci rossi" dà inizio al proprio racconto sulla vita eccezionalmente comune di un anestesista-rianimatore che lavora in un grande ospedale universitario. Ma cosa fa di preciso un medico anestesista-rianimatore? Se avete necessità di cure urgenti o dovete essere sottoposti ad un intervento chirurgico certamente lo incontrerete. Siete stati vittime di un incidente? Se le cose si mettono male, chi vi verrà a soccorrere in mezzo alla strada sarà un anestesistarianimatore.
Vi scorterà fino all'ospedale più attrezzato in base alle vostre condizioni cliniche e vi lascerà nelle mani di un altro anestesista-rianimatore. Questo ultimo verificherà la gravità delle lesioni che avete riportato, deciderà in accordo con altri colleghi su come proseguire le vostre cure e se avrete bisogno di un intervento chirurgico, metterà il chirurgo in condizioni di effettuare il proprio lavoro in sicurezza. Vi accompagnerà in sala operatoria, vi spiegherà cosa verrà fatto e vigilerà su di voi durante tutto l'intervento chirurgico.
La prima voce che sentirete al vostro risveglio sarà probabilmente la sua. Sarà lui ad assicurarsi che non abbiate dolore e, anche quando sarete tornati nel vostro reparto, verrà ad accertarsi che il decorso post-operatorio si realizzi nel maggior comfort possibile. Potrebbe accadere che l'anestesistarianimatore voglia ancora tenervi sott' occhio….se siete molto piccoli o avete visto anche la 1 guerra mondiale, potreste avere bisogno di qualche ora in più prima di tornare nel vostro letto. L'anestesista-rianimatore deciderà in questi casi di prolungare la vostra osservazione in un reparto di Terapia Intensiva. Qui potreste incontrare lo stesso anestesista-rianimatore che vi ha soccorso durante il vostro incidente.
Non indosserà più la tuta arancione ma una più tradizionale divisa ospedaliera. In Terapia Intensiva probabilmente farete fatica a riposare, l'ambiente non è dei più silenziosi, qui si distingue appena la differenza tra il giorno e la notte.
Il lavoro è continuo, vi "sentirete osservati", ma l'obiettivo è proprio questo: assicurasi che tutto proceda come deve. Quando le cose si saranno sistemate, quando, nel vostro letto di reparto, il trauma dell' incidente o dell'intervento inizieranno a diventare i ricordi di una brutta esperienza, comincerete a chiedervi dov'è il vostro anestesista-rianimatore…
Sporgetevi dalla stanza… lo vedrete passare con in mano le cartelle dei prossimi operandi o magari lo vedrete impegnato a soccorrere qualcuno portando sulle spalle un grosso zaino arancione.
L'anestesista-rianimatore vi accompagna anche in tante fasi meravigliose della vostra vita: la nascita di un figlio… nel taglio cesareo sia programmato che in emergenza, e nel parto naturale, dove può alleviare la vostra sofferenza, e anche prendersi cura del vostro neonato nei momenti dei primi delicati respiri… In questa affascinante specialità si lavora spesso in condizioni di emergenza, dove non trovano spazio né formalità né convenevoli.
Il lavoro di squadra è vitale: con colleghi di altre specialità e soprattutto con gli infermieri, sono doverose le discussioni, i confronti, anche talvolta sopra le righe, ma non sono ammessi rancori e ostruzionismo…
la salute del paziente è sempre più importante. "Il mio paziente"… in questo modo i medici usano parlare del proprio paziente. Sottolinea il senso di responsabilità del medico e l'ambizioso obiettivo di affrontare insieme una malattia. I medici curano i propri pazienti, l'anestesista-rianimatore deve andare oltre, e prendersi cura a 360 gradi del proprio ammalato, durante tutte le fasi dell'assistenza pre-ospedaliera e intraospedaliera. Può considerare assolto il suo compito solo quando anche il paziente comincia a considerarlo il "suo" anestesista-rianimatore; questo obiettivo va certamente oltre" il far dormire la gente". Il compito di sicuro più complesso è però quello di far svegliare la gente, di riportare il paziente alle condizioni preesistenti l'evento critico e quando possibile addirittura migliorarle!
Sono anch'io un anestesista-rianimatore e vi racconto un episodio realmente vissuto: mentre sono a cena con amici ad un altro tavolo del ristorante una ragazza mi guarda con insistenza (scatenando gelosie!) poi si avvicina e mi chiede: "ma lei lavora in rianimazione al San Paolo?" Non senza inquietudine rispondo affermativamente… "Lei ha curato mio padre" e timorosa chiedo: "Com'è andata?" "Purtroppo non c'è l'ha fatta, ma volevo ringraziarvi per le cure e per la grande gentilezza e professionalità di tutti. In quei momenti difficili non sono stata in grado di farlo."
In fila al cinema: "Ma lei è il dottor … Mi ha salvato, non respiravo, mi ha messo dei tubi in gola ed uno nel polmone. Grazie davvero, ero sveglio sentivo tutto, ho visto il tubo entrare nel polmone … che terrore … che sollievo … Che film sta andando a vedere ?"

Il servizio di Anestesia e Rianimazione in cifre:
28 Anestesisti-Rianimatori, un ricercatore Universitario e un collaboratore professionale a tempo determinato, guidati dal prof. G. Iapichino, Ordinario di Anestesia e Rianimazione all’Università di Milano nonché Capo- Dipartimento di Emergenza - Urgenza hanno eseguito nell’anno 2006:
• 560 anestesie per tagli cesarei e 1200 sedazioni per piccoli interventi nel blocco ostetrico;
• oltre 250 sedazioni per interventi endoscopici e di Radiologia interventistica;
• 100 assistenze anestesiologiche per il progetto DAMA;
• oltre 10000 valutazioni anestesiologiche pre-intervento, in ambulatorio, in pre-ricovero o in reparto;
• più di 600 visite in Ambulatorio di Terapia del Dolore;
• 448 nuovi ricoveri in terapia Intensiva, su effettivi 7 letti funzionanti;
• più di 2000 interventi di consulenza in Pronto Soccorso e all’interno dei re-parti di degenza dell’ospedale

dr.ssa Elena Assi - U.O. Anestesia e Rianimazione - Direttore prof. Gaetano Iapichino


Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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