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Giovedì 31 Marzo 2016
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Perchè è necessaria la gestione del rischio
Un rapporto del CINEAS (CONSORZIO UNIVERSITARIO PER L'INGEGNERIA DELLE ASSICURAZIONI) e di ZURICH CONSULTING, stilato nel 2002, mette in evidenza che il 4% degli 8 milioni di ricoverati ogni anno nei nostri ospedali, e cioè 320.000 persone, riportano danni o malattie contratte nel corso del loro ricovero. Dall'indagine emerge altresì che 35.000 decessi, pari al 6% della mortalità annua, sarebbero connessi ad errori medici.
Questo è ciò che periodicamente viene utilizzato in forma scandalistica dai mass media e che colpisce l'opinione pubblica, dando esca a chi considera ogni evento negativo nella cura della salute riconducibile all'ignavia od alla incapacità dei sanitari curanti.
Se però si esaminano con attenzione gli EVENTI AVVERSI verificatisi, si scopre che solo per il 6% sono riconducibili alle indagini o ai trattamenti effettuati e quindi classificabili come errori medici, gli altri dipendono dalle condizioni del paziente (8%), dalla tecnologia disponibile (15%), da farmaci (9%), dall'area assistenziale (28%) o da inefficienze organizzative (34%). Si tratta comunque di settori in cui il medico può essere considerato corresponsabile.
La metà dei casi (52,3%) si verifica in sala operatoria, il 25,4% avviene in oncoematologia, l'11,8% in terapia intensiva ed il 10,5% in area di emergenza. La maggior parte degli eventi avversi in chirurgia dipende quindi da una cattiva organizzazione anche se una parte non marginale deriva da errori individuali; Ciò che va però sottolineato è che non tutti dipendono da azioni scorrette, esistono infatti anche eventi avversi che derivano dal caso, che si verificano cioè indipendentemente dall'influenza dell'ambiente che circonda il malato.
Si deve sapere che le complicazioni esistono e non tutte purtroppo possono essere evitate essendo la medicina una scienza inesatta che si esercita su un materiale biologico sottoposto a continue variazioni e diverso da soggetto a soggetto. D'altra parte l'errore è insito nelle azioni dell'uomo; i pazienti lo sanno e avranno più fiducia se i medici lo ammettono apertamente.
Tutto ciò ci pare sufficiente per convincerci della necessità di affrontare in maniera scientifica gli eventi avversi e tentare di prevenire, ove possibile, il loro verificarsi.
Bisogna che attraverso uno sforzo culturale i medici, e nel caso specifico i chirurghi, si assumano responsabilità considerate finora marginali e si riapproprino della propria specificità che non è solo attività chirurgica di sala operatoria, ma anche gestione globale del paziente e del reparto di degenza, buona comunicazione, impegno nello stabilire percorsi diagnostico- terapeutici corretti, cura dei rapporti interpersonali, capacità di previsione e di programmazione.
Non possiamo pertanto considerare sufficiente un CENTRO MINISTERIALE DI COORDINAMENTO DI INDIRIZZO E DI CONTROLLO, che prescinda dalla nostra CONDIVISIONE. Se non capiremo ciò, se continueremo a delegare tutte queste attività solo apparentemente non strettamente legate alla cura del paziente, si avvererà presto anche il rischio di vederci imposte dall'alto regole di comportamento che dovremo applicare pur non condividendole.
E saremo esclusi inevitabilmente dalle decisioni che tentano di modificare la Sanità con l'obbiettivo di migliorarne l'efficienza e l'efficacia. Fermamente convinti di tutto ciò, abbiamo organizzato una giornata di studio sulla GESTIONE DEL RISCHIO IN CHIRURGIA allo scopo di coinvolgere tutti gli operatori del settore in un percorso culturale certamente lungo e faticoso ma sicuramente proficuo.
L'incontro si è svolto il 23 aprile 2008 presso l'Azienda Ospedaliera San Paolo. L'invito alla partecipazione è stato raccolto da un numero rilevante di colleghi chirurghi e di infermieri, provenienti da diversi Ospedali Lombardi. Il pieno successo dell'iniziativa è dipeso, a mio parere, dalla formula che abbiamo voluto dare all'iniziativa: in tutte le sessioni sono stati invitati relatori molto qualificati, esperti della materia in rappresentanza dei diversi settori del personale; tutte le sessioni sono state inoltre animate da un dibattito serrato cui è stata dedicata ampia parte del tempo a disposizione. Il bilancio è estremamente positivo, tanto che si è deciso di reiterare l'iniziativa dando più spazio ad alcuni degli argomenti trattati.

Direttore Dipartimento Chirurgia - Direttore U.O.Chirurgia I A.O.San Paolo

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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