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Giovedì 31 Marzo 2016
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NOVITA’ IN TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA
La Tomografia Computerizzata ha oggi un ruolo di protagonista nel contesto della diagnostica per immagini per la sua capacità di risolvere le piccole variazioni di densità esistenti fra strutture anatomicamente diverse e che in Radiologia Tradizionale non è possibile rilevare. Dal 1971 anno in cui fu installato a Londra il primo apparecchio per lo studio della testa e dal 1974, anno di installazione della prima apparecchiatura per il corpo, sono state enormi le evoluzioni tecnologiche sempre più qualificanti e ancora più incisive negli ultimi anni.

Il principio fondamentale su cui si basa l’immagine TC consiste nella lettura da parte di un sistema computerizzato dell’attenuazione che il fascio di radiazioni subisce nello attraversare il corpo umano impressionando il detettore ricevente e nella capacità del sistema stesso di ricostruire un’immagine anatomica da quella digitale ottenuta e che permette di differenziare le densità degli organi in base alla loro strutturazione. Balzi in avanti nella possibilità di ottenere immagini sempre più definite di questa differenziazione densitometrica sono l’impiego della rotazione continua del tubo radiogeno intorno al paziente associato al singolo movimento del lettino porta paziente.

Inoltre più recentemente la tecnologia si è affinata con la tecnologia multi detettore nella quale il rilevatore in grado di misurare l’assorbimento delle radiazioni “passata“ attraverso il corpo è diventato da unico a multiplo con un numero sempre più elevato (fino a 64 detettori). Ne consegue che il territorio esplorato in un‘unica rotazione del tubo radiogeno si amplia in modo esponenziale. Le ricadute importanti di questa modalità stanno nella possibilità di indagare spazi anatomici più estesi in un tempo più ridotto con conseguente scomparsa degli artefatti da movimento, aumentando il potere di risoluzione dell’immagine. Ad ogni livello anatomico sono perciò ovvi i miglioramenti delle immagini ottenute con innalzamento delle capacità diagnostiche, ma due organi in particolare ricevono un cospicuo vantaggio diventando ora “esplorabili” con la TC: il cuore e il grosso intestino.

Per quanto riguarda il cuore la rivoluzione che sta verificandosi è di altissimo profilo. I movimenti cardiaci hanno sempre impedito la documentazione, se non grossolana e non diagnostica, delle camere cardiache e in particolare delle arterie coronarie. L’innovazione tecnologica descritta ha reso possibile la cardio sincronizzazione delle immagini che è elemento indispensabile per effettuare le riprese nella fase in cui il movimento cardiaco si riduce al minimo: la mesodiastole. Le arterie coronarie in particolare per il loro piccolo calibro, 2-4 mm di diametro risentono dello sviluppo tecnologico in termini di immagine non in movimento e dotata di maggiore efficienza per l’elevatissimo potere di risoluzione temporale e spaziale.

Ne consegue l’ormai consolidata possibilità di effettuare diagnosi sulla presenza di stenosi vascolari senza ricorrere ad esami invasivi come l’angiografia coronarica. La letteratura si è arricchita di contributi che attestano questa possibilità e attribuiscono alla coronaro TC una sensibilità maggiore del 90% e una specificità dell’88% in generale e del 90% per singolo vaso.

Molto elevato (fino al 100%) è il colore predittivo negativo, che consente di affermare in caso di negatività che le coronarie sono indenni. Un’altra grande innovazione resa possibile dalle nuove tecnologie TC è rappresentata dalla colongrafia TC, definita dal concetto di colonscopia virtuale. La ricostruzione computerizzata delle immagini ottenute con uno spessore così sottile (1 mm) e fra loro successive in modo così serrato da impedire “salti di ripresa” determinati da movimenti e riprese in un tempo così rapido (10’) anche senza iniezione di contrasto, consente di ottenere immagini del colon disteso da aria insufflata con maggiore capacità risolutiva rispetto alle radiografie tradizionali e sono così determinabili lesioni endoluminali anche di pochi mm (3-5).

Inoltre sempre in fase di post processing i sistemi computerizzati permettono di “navigare“ all’interno del lume virtuale così ricostruito dalle immagini ottenute in via assiale, riproducendo immagini familiari all’endoscopia ottica tradizionale che richiede l’impiego della sonda. La tecnica si sta ampiamente espandendo ed affermando in intesa con i gastroenterologi e la letteratura medica si è arricchita di spunti per l’impiego della metodica di screening.

L’associazione della rotazione, dello scorrimento rapido e contestuale del lettino porta-paziente e la presenza del multiplo detettore consente di effettuare studi molto accurati dei vasi del corpo umano, in particolare dei vasi del collo e degli arti inferiori, senza necessità di cateterizzare i vasi stessi. Lo sviluppo tecnologico non si arresta e sono già in fase di validazione soluzioni ancora più sofisticate con un numero maggiore di detettori e con impiego di diverse energie al fine di potenziare ulteriormente le capacità diagnostiche della Tomografia Computerizzata che si pone anche nella nostra Azienda fornita di due apparecchiature di tale tipo come l’imaging di maggior spettro diagnostico in molteplici patologie.

prof. Gianpaolo Cornalba - Direttore U.O. di Radiologia

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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