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Giovedì 31 Marzo 2016
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UN NUOVO LIVELLO DI ASSISTENZA: LE STRUTTURE INTERMEDIE
Il San Paolo partecipa alla sperimentazione delle strutture a bassa e media intensità di cure, una nuova modalità assistenziale per l’area milanese.
L’assistenza “intermedia” è un nuovo livello di cure, non descritto nei testi di medicina tradizionali, ma del quale i nostri operatori da qualche tempo hanno cominciato a diventare esperti. Nel 2005, infatti, per primi al San Paolo sperimentammo, insieme all’A.O. Niguarda, un “Servizio di assistenza continua per pazienti reduci da un trattamento in fase acuta presso una struttura intermedia”. Il servizio rispondeva alle indicazioni del Protocollo di Sperimentazione per Livello Convalescenziale e di Sollievo della D.G.R n. VII/18228 del 19.07.2004 che aveva come obiettivo la razionalizzazione dell’offerta di cure nell’area milanese per migliorare la continuità assistenziale ai pazienti dimessi dalle strutture sanitarie.

Ai pazienti affetti da patologie mediche in via di risoluzione, post-acuzie, completamente stabilizzati, veniva offerta la possibilità, una volta dimessi dalle nostre unità di medicina, di proseguire la degenza per un periodo indicativamente fra i sette e i trenta giorni in una struttura sanitaria “intermedia”, ossia una struttura ad intensità assistenziale inferiore rispetto ad un ricovero ospedaliero ma superiore a quello che può essere offerto da una lungo-degenza o dall’assistenza domiciliare integrata, in altre parole con una maggiore presenza di medici, infermieri e riabilitatori a monitorare la convalescenza. La prima sperimentazione, conclusasi positivamente al San Paolo nell’ottobre 2007, ha avuto seguito nel 2008 grazie al nuovo progetto della ASL Milano, che ha fatto propria la “necessità di realizzare una tipologia d’offerta innovativa in strutture intermedie, tenute ad erogare servizi di assistenza continua in regime di degenza a bassa e media intensità”. Queste strutture si inseriscono nel network assistenziale dell’area milanese e collaborano con tutte le strutture pubbliche e private accreditate grazie anche ad un centro di coordinamento istituito presso la ASL stessa.

L’obiettivo del progetto è duplice: per prima cosa garantire una dimissione dalle strutture sanitarie più graduale al paziente che ha già superato una fase di malattia acuta, ma il cui ritorno al domicilio o il trasferimento ad una struttura di riabilitazione o di lungo-degenza potrebbe essere prematuro. In secondo luogo le strutture intermedie permettono di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, in particolare dei letti di degenza, delle strutture ospedaliere per acuti, che troppo spesso faticano a fronteggiare la domanda di ricovero proveniente dal proprio pronto soccorso perché gravate dalla necessità di garantire cure a pazienti che non avrebbero più bisogno della complessità assistenziale garantita da una degenza per acuti. Dal mese di luglio sono stati pertanto resi disponibili agli ospedali e alle case di cura milanesi 120 posti letto presso la nuova struttura della Fondazione Salvatore Maugeri in Via Camaldoli, cui si sono aggiunti successivamente 60 posti letto messi a disposizione dall’Ospedale San Giuseppe e dalla Casa di Cura San Carlo.

Questa nuova fase ha coinvolto non più solo le medicine, ma la quasi totalità dei reparti. I pazienti trasferiti devono avere una diagnosi accertata, l’equilibrio e la stazionarietà dei parametri vitali essenziali, la maggiore età e devono dare il proprio consenso al trasferimento. Al San Paolo questa nuova opportunità assistenziale, coordinata dal Dr. Mario Castelli dell’U.O. di Medicina I , in collaborazione con il Servizio Assistenti Sociali Ospedaliero, ha già permesso una più completa assistenza a 90 pazienti, che hanno potuto essere trasferiti alle strutture del progetto.

I pazienti trasferiti provengono da tutte le unità di degenza, mediche, ma anche chirurgiche. L’attività di pre-selezione viene eseguita dal medico dell’unità ove il paziente si trova ricoverato, ed è mirata a valutare se questi risponde ai requisiti generali che possono consentire l’attivazione del ricovero a bassa o media intensità di cure. Il singolo caso viene discusso poi con i medici della struttura intermedia e viene accompagnato da un colloquio con gli assistenti sociali e da una dettagliata documentazione compilata dai medici stessi su una modulistica standard per tutte le strutture partecipanti al progetto. Per ogni paziente viene definito un piano di assistenza individualizzato, che specifica le prestazioni da erogare in regime di ricovero intermedio, includendo i farmaci e gli eventuali presidi e ausili necessari.

Il contatto diretto permette un pronto reingresso in ospedale qualora debbano insorgere complicanze durante il periodo di degenza intermedia, mentre il colloquio con gli assistenti sociali è importante per tracciare il percorso del paziente e per facilitare i familiari nello organizzare il rientro al domicilio illustrando loro tutte le risorse presenti sul territorio. I dati mostrano che l’utilizzo di questa opportunità è in costante aumento e che il San Paolo è stato fin dai primi mesi uno dei migliori utilizzatori di questa nuova modalità assistenziale tra tutte le strutture milanesi. Questo dimostra come ormai i nostri operatori siano attenti sia a soddisfare al meglio le esigenze dei pazienti sia a gestire nel modo più opportuno le risorse messe a disposizione dal Servizio Socio Sanitario Regionale, anche quando si deve affrontare la novità della “Malattia Intermedia”.

dr. Alessandro Amorosi - dirigente medico Direzione Sanitaria

Per commenti e/o informazioni: urp@ao-sanpaolo.it

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