Il contenimento del complesso fenomeno delle infezioni legate alle pratiche assistenziali dipende dalla messa in opera di una strategia globale che interessi tutti i settori dell'Ospedale e che necessita, per essere realizzata, della collaborazione di tutti coloro che vivono (degenti), frequentano (pazienti ambulatoriali, visitatori) o operano nell'Ospedale (personale sanitario e non, studenti).
Nella raccomandazione n.5 del 1984 del Consiglio d'Europa, il CIO veniva definito come "l'organo centrale che sceglie ed elabora la strategia, la impone a tutte le persone in Ospedale, ne controlla e ne valuta l’attuazione".
L'attività di prevenzione e controllo delle infezioni deve essere realizzata come intervento multidisciplinare in cui diversi professionisti, con le proprie specifiche competenze e responsabilità hanno lo stesso comune obiettivo, la promozione della qualità dell'assistenza prevenendo le infezioni legate alle pratiche assistenziali.
Il CIO deve oggi essere inteso come unità garante della globale gestione del rischio infettivo, in grado di valutarne ogni singolo aspetto, che non può esaurirsi nella semplice sorveglianza epidemiologica.